Cos73 wrote:si certo, di Irene!
Cloe a me sembra che se il tuo unico pensiero tutto il giorno è un figlio, sia abbastanza automatico che le attenzioni dientano anche ansiose laddove c'è quache problema... se avessi avuto Damiano e il suo modo di mangiare al posto di Irene, penso che sarebbe stato un casino!
Se poi davvero riesci a dare attenzione costante ma sempre di tipo positivo, andrà bene pure così, anche se credo che crescendo a un figlio pesi comunque sentire sempre l'attenzione fissa su di lui (e credo sia inevitabile se appunto non coltivi altri interessi).
Sono abbastanza sicura di dare attenzione "positiva". Non mi sento ansiosa quando sto con lei. Mi sono fatta un po' di paranoie sul gattonamento, ma non credo le siano passate... nei fatti ha poi gattonato quando le è parso, non ha avuto insistenze da parte ma nè mi ha mai visto corrucciata per questo... ho chiesto al pediatra in sua presenza, ma serenamente. Forse sarei ansiosa/preoccupata se si ammalasse, ma fino ad ora, facciamo corna, non ha mai avuto più di un raffreddore.
Sul resto... penso dipenda cosa si intende con "coltivare altri interessi". Se equivale al lavoro o comunque allo svolgere attività fuori casa ogni giorno diverse ore al giorno no, non lo faccio e non mi impongo di farlo, anche perchè penso, per esperienza personale, che su un figlio abbia effetto peggiore l'assenza. E sicuramente avrebbe effetto peggiore la forzatura, in un senso come nell'altro, non è giuto dedicarsi ai figli no stop se lo si vive male, ma non è neppure giusto, per me, "togliermi di mezzo" quando non ne avverto l'esigenza, manco fossi una sostanza tossica a cui si deve limitare l'esposizione. Se invece si intende l'avere delle passioni o degli hobby propri allora certo, ne ho, come tutti, ma mi ci dedico ovviamente nei ritagli di tempo, oppure coinvolgendola, come penso tutti.
Il discorso di base è comunque secondo me che siamo piccole. Lei come bambina e io come mamma. Quindi per ora le sue esigenze, e di conseguenza il mio tempo, sono catalizzate l'una verso l'altra. Lei crescendo avrà sempre crescenti spazi di vita sua, e io di vita mia. Ma non mi pare abbia senso precorrere i tempi. Almeno, questa è la risposta che mi sono data io, non dico sia giusta. Ma se siamo contente, può essere poi così sbagliata?