Cos73 wrote:Anche per me l'attenzione è positiva ma può diventare eccessiva.
Nel caso dell'amica di Caterina, lei stessa non sta bene, è troppo tesa a stare sempre con la bambina e si è già mossa in questo senso lasciandola 4 ore al giorno ai nonni, ma questo non sempre è possibile e comunque non è indispensabile.
Ma soprattutto lei deve trovare il modo di essere più rilassata in presenza di sua figlia, no?
Anche io ero sempre eccessivamente tesa, sapevo distogliere il pensiero e non lo trovo sano in primis per la madre.
Ma anche per il bambino, come può essere sano sentire sempre l'attenzione su di sé? Pensa solo al momento del pasto: è un nulla stabilire un rapporto malato col cibo, in cui si mangia o non si mangia per compiacere la madre, ad esempio.
Quando parlo di distogliere l'attenzione non parlo di disattenzione colposa, ad esempio di non prestargli attenzione quando ti cercano, di non cucinare bene e sano, di non stare attenti ai pericoli che corrono... ci mancherebbe, mi conosci ormai!
Parlo di avere altri pensieri e interessi, per i momenti in cui è possibile coltivarli.
Capisco quello che vuoi dire, in teoria. Ma non so portarlo in pratica.
Non avere attenzione puntata al momento del pasto, ad esempio, cosa significa? La nani mangia da sè, ma seduta in braccio (il seggiolone lo prende a testate, lo cazzia e gli dice "nuuuu", ed è uno dei pochi "supporti" che le ho invece proposto dall'inizio, lei a deciso a un certo momento che non lo voleva più). Ha per forza di cose attenzione, nel senso che... boh, parliamo, ridiamo, mi ficca il cibo in bocca... non ha attenzione nel senso che se non vuol mangiare non mangia, nessuno insiste e a nessuno importa nulla, se è sporadico, nel senso che... insomma, tutto è tranne denutrita o inappetente. Io pensavo appunto che l'attenzione negativa fosse quella permeata d'ansia, non ho mai pensato di poterle causare dei problemi col cibo perchè vivo i pasti insieme a lei. Invece sì?
(ecco una pippa nuova :cisssss: ).