Ah, mi viene in mente un'altra cosa:
quando si discute tra adulti si dice sempre (almeno io lo dico sempre) che oltre un certo livello è bene non andare.
Cioè, certe frasi non si dicono, o se si dicono poi feriscono e tanto.
Se mio marito mi dicesse "maledetto il giorno che ti ho sposato", anche se nel contesto di una discussione, mi sentirei ferita, perchè viene messo in dubbio un punto importante.
Lo stesso mi sentirei ferita se mi dicesse "adesso ti picchio" oppure "adesso ti arriva uno schiaffo".
Credo che nessuno di noi amerebbe queste frasi, persone come me poi si sentirebbero ferite nel profondo e avrebbero bisogno di tempo e tanto altro per rimediare a ferite del genere.
Eppure sono sfoghi, eppure non sono cose che si pensano veramente.
Ma feriscono lo stesso.
Perchè quindi per un bambino dovrebbe essere diverso?
Perchè se a maggior ragione lui non ha nemmeno le colpe che può avere un adulto nell'aver partecipato alla discussione?
(nel senso che un adulto può avere avuto dei modi di merda che hanno istigato quella reazione, non è una giustificazione, ma un tassello in più che ai bimbi manca perchè fino ad una certa età soprattutto non ti innervosiscono consapevolmente)
Perchè un bambino "si può" ferire più facilmente di un adulto?
Io penso che la nana la ferirei terribilmente se le dicessi che maledico il giorno in cui è nata o cose simili, se lei fosse grande abbastanza da capire il senso.
Diciamo tanto che non si usano termini come "sei cattiva, deficiente" ecc.
nemmeno per sfogo, e allora cosa cambia?
A meno che non sia io, quella delicatina.
Magari altri anche tra adulti dimenticano come nulla fosse qualunque affermazione.
le mamme felici mentono
Moderator: Paola
- clac
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[quote="Sheireh"]Io non entro nel merito perché mi sembra che ormai si sia detto tutto il "dicibile", però mi sento di rispondere a questo, Alemia.
Io pure l'ho detto, ma quando era più grande (cioè nei mesi scorsi).
E ho urlato uscendo dalla stanza che l'avrei scaraventata volentieri giù dalle scale, sbattendo la porta e maledicendo quel giorno di maggio in cui l'ho concepita.
Serve per sfogarsi, serve per buttar fuori la rabbia. Serve per riprendere fiato e ripartire. Serve per non sfogarsi su di loro e su di noi, ma sull'esterno.
quoto
anche a me capita, più ora che il mio tesoro ha 2 anni che quando era piccola piccola, mi capita dopo l'ennesimo capriccio che non riesco a capire, capita dopo che piange se la metto giù perchè mi si spezza la schiena dopo averla tenuta in braccio 20 minuti, mi capita di dirle "basta, la mamma ha panzienza, ma dopo un po' anch'io mi rompo le palle", mi capita di cambiare stanza per evitare di urlarle contro, aspettando che il capriccio si esaurisca..mi capita di dire "si, guarda, l'ho portata in giardino anche se pioveva perchè altrimenti c'era da buttarla giù dalla finestra"...mi capita di dire "santo asilo nido, che se dovessi stare in casa 24h tutti i giorni da sola con lei diventeri pazza!!!"
mi capita, mi è capitato anche ieri, dopo 2 giorni che sono a casa dal lavoro perchè è un po' indisposta... e poi mi sento stronza, perchè lei è mia figlia, la mia gioia e per niente al mondo farei davvero qualcosa che potrebbe nuocerle (e mai l'ho fatto), ma mi capita di "parlare duro" per esternare la frustrazione di non riuscire... a gestirla anticipandone i capricci, di non riuscire a farle accettare un NO senza che faccia una scenata...
mi sento una mamma "incazzata" e incredula davanti a certe "scene madre", con le pile scariche dopo quati episodi di "incomprensione"
eppure mi sento anche una mamma felice, una mamma entusista ed estasiata dalla mia piccola monella che mi guarda con occhi furbetti, che mi prende la facci tra le mani, che mi da baci lievi...
semplicemente una mamma...che deve crescere facendo crescere..
Io pure l'ho detto, ma quando era più grande (cioè nei mesi scorsi).
E ho urlato uscendo dalla stanza che l'avrei scaraventata volentieri giù dalle scale, sbattendo la porta e maledicendo quel giorno di maggio in cui l'ho concepita.
Serve per sfogarsi, serve per buttar fuori la rabbia. Serve per riprendere fiato e ripartire. Serve per non sfogarsi su di loro e su di noi, ma sull'esterno.
quoto
anche a me capita, più ora che il mio tesoro ha 2 anni che quando era piccola piccola, mi capita dopo l'ennesimo capriccio che non riesco a capire, capita dopo che piange se la metto giù perchè mi si spezza la schiena dopo averla tenuta in braccio 20 minuti, mi capita di dirle "basta, la mamma ha panzienza, ma dopo un po' anch'io mi rompo le palle", mi capita di cambiare stanza per evitare di urlarle contro, aspettando che il capriccio si esaurisca..mi capita di dire "si, guarda, l'ho portata in giardino anche se pioveva perchè altrimenti c'era da buttarla giù dalla finestra"...mi capita di dire "santo asilo nido, che se dovessi stare in casa 24h tutti i giorni da sola con lei diventeri pazza!!!"
mi capita, mi è capitato anche ieri, dopo 2 giorni che sono a casa dal lavoro perchè è un po' indisposta... e poi mi sento stronza, perchè lei è mia figlia, la mia gioia e per niente al mondo farei davvero qualcosa che potrebbe nuocerle (e mai l'ho fatto), ma mi capita di "parlare duro" per esternare la frustrazione di non riuscire... a gestirla anticipandone i capricci, di non riuscire a farle accettare un NO senza che faccia una scenata...
mi sento una mamma "incazzata" e incredula davanti a certe "scene madre", con le pile scariche dopo quati episodi di "incomprensione"
eppure mi sento anche una mamma felice, una mamma entusista ed estasiata dalla mia piccola monella che mi guarda con occhi furbetti, che mi prende la facci tra le mani, che mi da baci lievi...
semplicemente una mamma...che deve crescere facendo crescere..
- clac
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[quote="Cos73"]Però Lalla scusa, se tu sei cosciente del significato della frase, che è solo uno sfogo ecc ecc, te la dimentichi subito, non ne trai senso di colpa, e allora a cosa serve questa "terapia di gruppo" che farebbe così tanto bene
"l'ho pensato anche io"
"e chi non l'ha pensato?"
"chi non lo dice mente!"
"io lo butterei dalla finestra tre volte a settimana"
"io anche 5!"
e così via???
Cioè vi rendete conto che così ci si consola prendendosela con un "nemico comune" (è un meccanismo piuttosto frequente del resto: a volte è il capo in ambiente di lavoro, per dire, o l'avversario politico) che è il neonato?
Culturalmente, questo, non lo trovate... quantomeno poco carino? se non dannoso, perché appunto chi lo dice per sé sa in che modo lo dice, chi scherza con l'amica sa con chi sta scherzando, ma chi raggiunge un pubblico più vasto?[/QUOTE]
certo, questo è vero... tornando al post originale, di sicuro l'articolo (che non ho letto per intero) può essere considerato quantomeno indelicato e facilone...anche se magari poggia su un "senitire comune", non condannabile, essendo destinato alla fredda pagina di una rivista può far passare concetti sbagliati...
ps: ops mi sa che non so usare il "quota"...
"l'ho pensato anche io"
"e chi non l'ha pensato?"
"chi non lo dice mente!"
"io lo butterei dalla finestra tre volte a settimana"
"io anche 5!"
e così via???
Cioè vi rendete conto che così ci si consola prendendosela con un "nemico comune" (è un meccanismo piuttosto frequente del resto: a volte è il capo in ambiente di lavoro, per dire, o l'avversario politico) che è il neonato?
Culturalmente, questo, non lo trovate... quantomeno poco carino? se non dannoso, perché appunto chi lo dice per sé sa in che modo lo dice, chi scherza con l'amica sa con chi sta scherzando, ma chi raggiunge un pubblico più vasto?[/QUOTE]
certo, questo è vero... tornando al post originale, di sicuro l'articolo (che non ho letto per intero) può essere considerato quantomeno indelicato e facilone...anche se magari poggia su un "senitire comune", non condannabile, essendo destinato alla fredda pagina di una rivista può far passare concetti sbagliati...
ps: ops mi sa che non so usare il "quota"...