Paola M. wrote:ma chi cazzo ha detto questo?
Io ho parlato di sentirsi inadeguate, di attimi di scoramento, di tristezza che ti prende quando NON puoi AIUTARE tuo figlio, in quei momenti la felicità è una chimera. Sono attimi, sono notti passate con un bambino che strilla e non trova pace, e quegli attimi FINISCONO nel momento in cui lui sta bene.
Se una madre di fronte ad un RGE grave, non riesce a SOFFRIRE come il figlio, non riesce ad essere dispiaciuta, triste perché LUI soffre, per me NON è empatica.
PUNTO, anzi, ha gravi problemi!
Allora non ci eravamo capite, è ovvio che anche la mia amica abbia vissuto attimi di tristezza e scoramento e si sia sentita impotente, mi pareva di averlo già detto.Paola M. wrote:Ma dimmi dove io ho detto che una madre con figlio con rge DEVE sclerare?
Ho detto che nessuna che conosco ha vissuto col sorriso sulle labbra una patologia grave del figlio, che momenti di scoramento sono normali e rispondevo al fatto che tu dicessi che lo stato di salute del bambino non incideva minimamente sulla madre.
Io, se i miei figli sono malati, sono più preoccupata, triste, impanicata e tutto il resto, che non vuol dire sclerare ma vuol dire vivere con consapevolezza la propria fragilità.
Poi c'è chi è sempre bella, forte, capace, ed è proprio contro queste che si scagliano quelle di NO KIDS.
Ma
non ha avuto mai scatti di nervi col figlio
niente depressione
sono due cose diverse.
Non è che scorarsi o stare male con il figlio debba necessariamente coincidere con scatti di nervi e depressione.