guarda Lory, comunque anche noi mamme da baby jazz (perchè alla fine il mio lo è stato, almeno a ripensarci ora) abbiamo avuto e abbiamo i nostri momenti di fatica. Non è mai tutto bianco o tutto nero sempre.lory76 wrote:Questa pero' e' quasi un' esasperazione, che per chi ha vissuto un baby blues, o la depressione, puo' diventare un pugno nello stomaco.
Secondo me non dovrebbe esistere che si proponga la maternita' in questo modo: o come felicita' e innamoramento immediato o come disperazione.
E' una fase della vita della donna, la piu' importante e con la stessa importanza si dovrebbero trattare sentimenti, paure ecc.
Con rispetto reciproco e comprensione.
Di modo che le donne con baby blues non vedano in quelle che godono di babyjazz una sconfitta personale e le mamme in fase di babyjazz, possano essere d'iuto a quelle meno fortunate, per portarle sulla stessa strada.
Dove c'è una depressione c'è una malattia che non ha niente a che vedere con il normale decorso post partum e per cui non si è responsabili. Quindi non credo che tu debba sentirti sconfitta. Io partecipo ai gruppi perchè so di poter aiutare chi è meno fortunato di me e se la sta vivendo male e mi capita spesso di essere un punto di riferimento anche per questa mia capacità di ironizzare e incoraggiare. E a volte ironizzo nei termini dell'articolo di giornale.
Con una differenza sostanziale. Che se una mi sente dire una cosa del genere mentre ho la mia bambina in braccio o attaccata alla tetta, conoscendo il nostro rapporto, sa che è solo uno scherzo e se ne ride. Leggerlo nero su bianco fa un altro effetto. Perchè si interpretano le parole e i toni con il nostro filtro personale.
Sentirle dire è diverso, perchè c'è il non verbale di chi le dice ad aiutare a capirne il contesto.



