Padri

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Moderator: Paola

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chiccha
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Post by chiccha »

Palli wrote:
Io credo invece che mamma e papà insieme possano decidere cosa è meglio per il loro bambino. Cosleeping? Benissimo ma perchè entrambi i genitori concordano che sia la scelta migliore per il loro bambino e per questo entrambi felici di accoglierlo nel lettone.
Altrimenti si rischia, come si sente spesso raccontare, che una tale decisione, presa dalla mamma perchè depositaria in quanto tale della Verità assoluta e non contestabile, sia subìta e quindi mal vissuta dal papà.

E poi anche sull'allattamento: per me è stato importante avere accanto un compagno che, consapevole e informato sui benefici dell'allattamento al seno, mi ha aiutato, incentivato e sostenuto nei momenti di stanchezza e difficoltà.
Mai ha avuto da ridire sull'allattamento a richiesta, non perchè io avessi deciso che fosse la cosa migliore, ma perchè lui sapeva che era la cosa migliore da fare per Samuele.
Ora sono io che quoto te!
Parola per parola.
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Io credo che tu debba dare la possibilità anche a Will di attraversare le onde senza avere troppa paura per lui.
Posso solo immaginare quanto sia difficile, soprattutto ora che hai appena partorito, accettare gli occhi spaesati di tuo figlio.
Ma è solo un momento, quegli occhi di oggi sono necessari a lui per riemergere dalle onde.
Più sicuro, sempre amato, e con un meraviglioso fratello.
Grazie Pinnagialla


"22"
Gwen

Post by Gwen »

Lella wrote:ma GWen non è una divisione di ruoli netta e prestabilità, sono gli approcci diversi di comportamento che rispecchiano le diversita tra uomini e donne, la figura materna è insostituibile come quella paterna.
e allora capisco ancora meno.
Proprio non ci arrivo io.
viola 52 wrote:Ma mica qui si dice che il papà non condivide, è logico che interviene e partecipa in toto, ma in ultima analisi è la mamma che decide, e se un bimbo risente dell'assenza del padre, e lo manifesta in più maniere, non può materialmente sopportare l'assenza della madre, infatti tuo marito è potuto mancare 20 giorni, credo che per te non si ponesse neppure l'eventualità.
Se una mamma dovesse , causa forza maggiore, mancare per più giorni, la prima figura ad essere preposta alla gestione di un bambino piccolo, è certamente la nonna, una figura femminile.
Mio marito è dovuto mancare di casa per cause di forza maggiore appunto.
Se fosse toccato a me sarei dovuta mancare anche non volendo.
E la figura che la nana avrebbe cercato sarebbe stato il padre, non la nonna.
Di questo sono SICURA.
Non vedo proprio perchè avrebbe dovuto preferire la nonna solo perchè figura femminile.
E non è nemmeno vero che in ultima analisi è la mamma che decide.
Io non decido proprio nulla da sola.
viola 52 wrote:ti posto un'immagine bellissima a me molto cara, che poi provvederò a togliere per non creare imbarazzi, ti dico solo una cosa:
Eppure ce l'ha fatta.
Foto bellissima Viola!
caterina wrote:Sono uscita da questo 3d perchè quello che avevo da dire l'ho detto.
Ma parlare di ruoli uguali in un rapporto madre-padre secondo me non è proprio corretto a livello linguistico e pedagogico.
I due ruoli non sono uguali e non lo saranno mai, tanto più nei primissimi mesi/anni.
E il libro si riferiva a questi primi anni, non al futuro, dove invece mi aspetto più parità di ruoli.
(anzi, se la porta lui in discoteca alle 2 di notte mi fa pure un piacere ahahahahah)
Io non capisco perchè non possano essere uguali, solo per una questione di istinto da parte del figlio, che varia oltretutto a seconda di ambiti e fasi.
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Palli
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Post by Palli »

viola 52 wrote:Ma mica qui si dice che il papà non condivide, è logico che interviene e partecipa in toto, ma in ultima analisi è la mamma che decide, e se un bimbo risente dell'assenza del padre, e lo manifesta in più maniere, non può materialmente sopportare l'assenza della madre, infatti tuo marito è potuto mancare 20 giorni, credo che per te non si ponesse neppure l'eventualità.
Se una mamma dovesse , causa forza maggiore, mancare per più giorni, la prima figura ad essere preposta alla gestione di un bambino piccolo, è certamente la nonna, una figura femminile.

Io, come ho raccontato in un altro post, sono dovuta mancare da casa, anche di notte, per assistere mia madre che ha subìto un intervento alla testa per un ematoma cerebrale.
Per giorni Samuele mi ha visto molto molto poco e sempre di corsa.
Non negherò di certo che abbia fortemente sentito la mia mancanza, è fisiologico che sia così per un bimbo di 2 anni e mezzo.
Ma ha trovato nel suo papà il sostegno morale e materiale di cui aveva bisogno, che ha saputo coccolarlo, rassicurarlo e offrirgli gli strumenti per far fronte e accettare la mia assenza. Non la nonna, il suo papà.

E io ho ritrovato lo stesso bambino sereno e vivace che avevo lasciato, pur con la sacrosanta necessità di maggiore contatto fisico con me.
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