Questo fa paura anche a me.Rie wrote: Ma a 15 anni?
Io penso che a quel punto il genitore perda il controllo, e a differenza di molte di voi sono parecchio spaventata all'idea che, anche se il genitore ha seminato bene, la nuova semina dei coetanei sia gramiglia che distrugge il raccolto di casa.
Rie wrote: PS: Leggendovi mi rendo conto che, curiosamente, piuttosto che essere mandata a vaffa preferirei il silenzio ostile, nell'impossibilità di un dialogo civile. Lo troverei più "normale", nell'economia dei rapporti conflittuali dell'adolescenza. Ci penserò meglio fra dieci anni...
Io da figlia mi rendo conto che il silenzio ostile con mio padre ha minato nel profondo il nostro rapporto. Quindi non lo so se è preferibile alla parolaccia.laste wrote:ahahah
uguale madda
io con gli anni ho imparato che non occorre per forza approvare tutto dei nostri cari (figli,genitori,coniugi o fratelli che siano) e non occorre chiarire tutto.
Gordon dice che tutto cio che non impatta sulla nostra vita e non ci danneggia (quindi abbigliamento,studio,amicizie ad esempio) dovrebbe essere lasciato in piena autonomia al figlio adolescente.
Cioè, ma mi ci vedi???
ahahah
Però se non approverò ma non ci sarà un pericolo oggettivo credo mi sforzerò appunto di non approvare la condotta di mio figlio in silenzio (fonderemo la lega mamme di adolescenti anonima per sfogarci ahahah)
Penso che se la parolaccia fosse sporadica, e sentore di un disagio ancora risolvibile la preferirei a quello che è successo a noi a forza di andare avanti a silenzi.
Ovviamente per quanto riguarda un disagio tale da portare a offese gratuite e continue e ad altre forme di mancanza di rispetto non faccio lo stesso discorso.
E non è mica vero secondo me che non occorre chiarire tutto.
Il non chiarito fa male, ristagna, si enfatizza, sgretola tutto, tra genitori e figli, tra amici, in una coppia......
