I bimbi che prendono a parolacce i genitori
Moderator: Paola
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Valentina71
Bisogna però stare attenti a questo fatto che la parolaccia (tipo "sei proprio una scema") ci può stare. Magari in famiglia è così, ma che succede fuori? E' venuto in terapia un ragazzino che, alla richiesta della tirocinante di levare i piedi dal tavolo le ha risposto "che rompipalle che sei". Lei non l'ha presa bene e mi ha chiamata in causa. Io a spiegargli che appunto lei non aveva mai usato quei modi con lui, perciò neppure lui poteva permetterseli, era mancarle di rispetto. Lui di rimando dice che quelle cose le dice sempre a sua madre che non se ne ha certo a male. Ci vuole la reciprocità e la confidenza, gli spiego io. Ma lui ormai ha preso l'abbrivio, e non riesce a trattenersi.
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biaffy72
chiaretta_1974 wrote:non so, secondo me il rispetto è un altra cosa e sinceramente capisco di più uno "stronza" detto d'impulso in una discussione accesa piuttosto che un menefreghismo dilagante.
io alle parolacce non do tanto peso, non sono per nulla formalista. in casa si dicono e non mi aspetto che i miei figli non ne dicano.
sto insegnando loro l'educazione (non si dicono fuori casa, nè ad altre persone) ma soprattutto un rispetto che contempli comportamenti di affetto, altruismo, benevolenza, cooperazione.
I risultati mi pare ci siano, perchè sono considerati da tutti, bimbi molto educati e buoni.
Questo anche se in casa il lessico familiare non è forbito.
lo sai che le tue parole mi fanno sentire meglio?
ti immagini perchè vero?? :cisssss:
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Gwen
Condivido tutto.chiaretta_1974 wrote:ma lì non devi partire dal divieto della parolaccia per ottenere il rispetto, piuttosto è il contrario.
se i bimbi vivono in un ambiente in cui ci si rispetta, credo che basti l'esempio ed insieme, quando ci vuole, un bel NO seguito da spiegazioni.
non per ridurre tutto ad una cosa ovvia, ma quando ci si ama vedendo l'altro come una persona, a qualsiasi età, è difficile che manchi il rispetto.
anche imparare a mettersi nei panni dell'altro può aiutare: quando i miei figli sono arrabbiati con me per qualcosa, prima che arrivino ad estremizzare il loro sentimento, io spesso racconto loro cosa provo e penso ed il perchè delle mie azioni. spesso è sufficiente.
così quando sono in conflitto tra loro, li prendo insieme e verbalizzo emozioni e pensieri dell'uno e dell'altro.
un altra cosa per evitare che si arrivi all'insulto è quella di non trascinarsi nel conflitto ma cercare di prevenirlo: un ambiente di frecciatine e rispostacce non è l'ideale da questo punto di vista.
però ripeto, preferisco che sbottino davanti a me (in casa, fuori in presenza d'altri non lo fanno e non lo faccio io con loro) piuttosto che tengano dentro. ps ovviamente io a loro parolacce non le dico e neppure li offendo..per cui alla fine credo che imparino da questo.
Nel senso che è questo il modo in cui io e mio marito ragioniamo e quello che cerchiamo di mettere in pratica.
Ma ecco.....ero terrorizzata dal fatto che non bastasse, dal timore di sbagliare qualcosa in questo processo, senza accorgersene.
Grazie comunque chiarè, sei sempre molto chiara e centri il punto!