però Nefer qui Gabriele dice parolacce e stop.Non è che mentre gli levi un giochino o gli spegni il cartone ti dice stronza.secondo me è diverso!Nefer wrote:Anche secondo me il rispetto è tutt'altro.
per le parolacce, a casa mia si usano poco ma capita che qualcuna qualche volta sia "volata".
Abbiamo spesso amici a casa nel week e uno in particolare ne dice una che gabriele ha imparato molto presto a dire "tana eva" ...sono rimasta pietrificata quando l'ho sentita dalla sua boccuccia che ancora sa di latte!!!
Ho cercato di spiegargli che era una parola brutta, ma lui ha continuato a dirla( ma non si può pretendere che un bimbo non dica una parola sentita ripetutamente da un adulto ) prendendola come un gioco....ad ogni mio "no non si dice perchè è una brutta parola " corrisponde ad un suo sorriso e una sonora risata seguita dalla parolaccia nuovamente.....
Poi è stata la volta di "anculo" e " stronzolo" ....diciamo che a due anni sa già tre parolacce...(!!!!!) Non le dice spesso ma quando lo fa sinceramente mi viene la pelle d'oca.
Adesso lo ignoro, quando ne dice una di quelle tre, faccio finta di non averla sentita...dopo due o tre volte che la ripete passa ad altre parole...fiuuuuu!!!
a si! "stronzolo" lo ha imparato dalla figlia della mia vicina lo dice spesso al suo fratellino! mentre "anculo" credo proprio da me o dal papà....:scared:
I bimbi che prendono a parolacce i genitori
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Becky
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Azur
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ma dipende dall'età.Gwen wrote:sull'ignorarli non sono sicura che funzioni sempre.
Una mia parente ha fatto sempre così col figlio, e lui ha insistito e fatto ancora peggio rincarando la dose PROPRIO perchè ignorato.
E' cresciuto offendendo e mancando di rispetto, e non si è mai tolto l'abitudine.
Verso i 3 anni quasi tutti passano la fase "parolacce"-cacca-pipì-ecc...
e in questa fase secondo me come dice Leni funziona ignorarli perché lo fanno per impitare, per stupire, e anche per imparare, vedendo "l'effetto che fa"
(mi vien da ridere perché quest'ultima strategia, di "vedere l'effetto che fa" la usava pure mio marito, straniero, quando stava imparando l'italiano; una volta si è pure beccato una sberla prima che mi rendessi conto che quello che mi aveva detto era una prova linguistica e non ne conosceva il significato, ahah)
Verso i 5 anni già sono consapevoli di quello che dicono,
e il discorso da fare è ben diverso...
Secondo come come Chiaretta, il rispetto è composto da molte cose,Gwen wrote:sì ma queste sono parolacce "a caso" ripetute per aria, non indirizzate ad altri, ai genitori, con cognizione. PER offendere. Se è per offendere non è mancanza di rispetto?
e il non-parolacce può essere uno dei vari elementi che lo compongono
(per me lo è, assolutamente, ma ad es. ho un'amica cresciuta in una famiglia con linguaggio colorito, e per quanto dove 20 anni io ancora non mi riesca ad abituare e non lo riesca neanche a capire fino in fondo, lei e sua madre si danno della stronza come nulla, e il rispetto passa da altro...)
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Gwen, Samuele ha 2 anni e mezzo!Gwen wrote:sull'ignorarli non sono sicura che funzioni sempre.
Una mia parente ha fatto sempre così col figlio, e lui ha insistito e fatto ancora peggio rincarando la dose PROPRIO perchè ignorato.
E' cresciuto offendendo e mancando di rispetto, e non si è mai tolto l'abitudine.
Adesso credo che ignorarlo sia la cosa migliore. E infatti quando è stato ignorato ha lasciato perdere. Lui è in piena, splendida fase TT. Sta affermando il suo bel caratterino e puoi star certa che io l'avessi fatta troppo lunga, lui sarebbe arrivato fino a sera ripetendo quel vaffa fino allo sfinimento..mio!
E di sicuro questo metodo che per me oggi va bene, un domani andrà rivisto e rivisitato con un bimbo più grande.