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Palli wrote:Mio figlio, 2 anni e mezzo, durante un pranzo domenicale a casa di mia mamma ha detto un sonoro vaffa a suo zio che non si alzava da tavola per andare a giocare a palla con lui.
L'ha detto poi si è guardato in giro per sondare le nostre reazioni alla sua bravata.
Benchè assai sopresa, a suon di occhiatacce ho fatto capire ai commensali di ignorare la cosa.
Lui ha ripetuto la parolaccia una seconda volta e deluso dall'assenza di reazione da parte adulta, l'ha finita lì.
Sono rimasta perplessa in primis perchè da noi non ha mai sentito espressioni del genere. Ma va all'asilo e anche tra bimbi non credo siano infrequenti questi scambi di nuove conoscenze linguistiche.
Ma soprattutto quello che mi ha lasciato sconcertata è stato il fatto che ha saputo molto ben adattare la parolaccia al contesto (quel vaffa a suo zio che continuava a rimandare il momento di giocare con lui ci poteva stare! :ehehe: ) e che fosse già di suo consapevole che andava a fare una cosa sbagliata.
A volte, molto spesso, ho l'impressione che 'sti figlioli siano un po' troppo avanti e che ci brucino sul tempo... mentre noi stiamo ancora teorizzando uno approccio educativo nei confronti di una specifica cosa, loro sono già andati oltre!
sull'ignorarli non sono sicura che funzioni sempre.
Una mia parente ha fatto sempre così col figlio, e lui ha insistito e fatto ancora peggio rincarando la dose PROPRIO perchè ignorato.
E' cresciuto offendendo e mancando di rispetto, e non si è mai tolto l'abitudine.
Nefer wrote:Anche secondo me il rispetto è tutt'altro.
per le parolacce, a casa mia si usano poco ma capita che qualcuna qualche volta sia "volata".
Abbiamo spesso amici a casa nel week e uno in particolare ne dice una che gabriele ha imparato molto presto a dire "tana eva" ...sono rimasta pietrificata quando l'ho sentita dalla sua boccuccia che ancora sa di latte!!!
Ho cercato di spiegargli che era una parola brutta, ma lui ha continuato a dirla( ma non si può pretendere che un bimbo non dica una parola sentita ripetutamente da un adulto ) prendendola come un gioco....ad ogni mio "no non si dice perchè è una brutta parola " corrisponde ad un suo sorriso e una sonora risata seguita dalla parolaccia nuovamente.....
Poi è stata la volta di "anculo" e " stronzolo" ....diciamo che a due anni sa già tre parolacce...(!!!!!) Non le dice spesso ma quando lo fa sinceramente mi viene la pelle d'oca.
Adesso lo ignoro, quando ne dice una di quelle tre, faccio finta di non averla sentita...dopo due o tre volte che la ripete passa ad altre parole...fiuuuuu!!!
a si! "stronzolo" lo ha imparato dalla figlia della mia vicina lo dice spesso al suo fratellino! mentre "anculo" credo proprio da me o dal papà....:scared:
sì ma queste sono parolacce "a caso" ripetute per aria, non indirizzate ad altri, ai genitori, con cognizione. PER offendere. Se è per offendere non è mancanza di rispetto?
io invece ricordo di aver avuto sei/sette anni e detto a mio papà " sei uno stronzino" mentre giocavamo in cortile con altri bimbi e altri genitori......sono tornata a casa piangendo e una bella guancia rossa....non ho mai più detto una parolaccia dino alla maggiore età (hahahhahahaha scherzo èh!!!)