Il 24 aprile, alle 8.57 di mattina, facevi il tuo ingresso nel mondo.
Era il 2009, una giornata limpida e piovosa a tratti, nel mio ospedale in città che sembra in mezzo alla foresta (solo la maternità, che dà sul bosco; altrimenti no, è proprio in città!
E' stato un giorno perfetto. Tu eri più bella del bello, la mia gravidanza così sofferta e così terribile era finalmente finita, tu eri lì, a testimoniare che esiste l'Amore
che a volte l'amore ha questa forma meravigliosa, piccola, così indifesa, ma così potente che lega e strappa ogni fibra del nostro cuore con un semplice vagito
Sei nata in silenzio e con il mio unico grido, sei nata grande e forte e con gli occhi aperti su di me, non lo dimenticherò mai
Un giorno, un mese e un anno dopo; ti ho appena messa a letto. Il tuo peso è più che triplicato, le tue facoltà sono moltiplicate per mille: cammini con qualche appiglio e ti alzi in piedi senza sostegno, piccola equilibrista. E poi ridi e dici 'mamma', con un'intenzione inequivocabile, e ci riempi di baci, tutti, il tuo fratellino e papà e me e la tua sorellona grande... Sei una delizia
Quando ti allatto, la notte, siamo solo tu ed io. Mi guardi negli occhi e ricambio il tuo sguardo; l'ho osservato per un anno intero, questo sguardo, ed è diventato sempre più limpido e consapevole, sempre più 'tuo', sempre più nostro. E piano ti addormenti tra le mie braccia, e io ringrazio la vita per te e per quell'altra meraviglia di là che dorme.
Stanotte piove piano. Hai un anno, un mese e un giorno, e io sono felice come non avrei mai creduto di poter essere
Grazie tesoro mio

