Nel caso specifico le analisi dovevano esser fatte quel giorno, altrimenti non avrei scelto proprio la mattina della piscina per andare. Ho capito cosa vuoi dire, e in realtà Astrid (però possiamo chiamarla nani, qui? Ha un nome molto particolare e vorrei tutelarla da riconoscimenti sgraditi) si adegua a noi costantemente, fosse altro perchè noi siamo... noi, i genitori che le sono capitati, che come ogni bambino non ha scelto, e a cui, come ogni bambino, si adatterà (esattamente come ogni mamma si adatta al figlio che ha). Non temo di farla crescere con le caratteristiche peggiori dei figli unici (cosa che oltretutto lei è al momento, non è detto che lo resterà a vita) se ho cura di aver rispetto per le sue esigenze. Per come la vedo io il rispetto per gli altri si apprende per imitazione, è molto più facile darlo quando lo si è ricevuto. Come l'amore, come l'accettazione... è un principio che ritengo applicabile a molti ambiti.chiaretta_1974 wrote:certo irene. era solo per dire..che siamo tutti diversi e forse è anche normale che i vissuti siano differenti.
io ad esempio credo che invece aiutare i nostri figli ad adattarsi anche alle esigenze altrui (a quelle dei fratelli se ne hanno, ed è più facile come dicevi, per una mamma-ma anche a quelle dei genitori) sia utile per la loro crescita personale ed interiore.
sennò se una resta figlia unica come me, non dovrebbe imparare a vivere anche di mediazioni in famiglia? il rischio è quello di crescere un figlio unico con le caratteristiche peggiori del figlio unico, quelle appunto legate al fatto che da adulto non riesca ad adattarsi alle esigenze altrui. parlo sempre per mia esperienza personale ovviamente.
invece secondo me, nonostante si possa sempre aggiustare il tiro (se astrid non fa piscina tutte le mattine, basta andare all'ospedale in una sua mattina scevra da impegni), è stata la vostra un esperienza utile.
a giocare a tetris (il gioco degli incastri familiari) si impara col tempo e le partite, e a volte per eliminare 4 righe insieme è necessario accumulare anche pezzi fastidiosi.
insomma...non fila mai tutto liscio... ma prendere i disguidi con leggerezza (che non vuol dire incoscienza) è un ottimo insegnamento che possiamo offrire ai nostri figli.
va tutto bene, lo stesso.
e la prossima volta andrà meglio.
Che l'esperienza sia utile per aggiustare il tiro lo spero tanto, e credo che sarà così.
