commissioni e rispetto per i figli

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Chloe83

Post by Chloe83 »

chiaretta_1974 wrote:certo irene. era solo per dire..che siamo tutti diversi e forse è anche normale che i vissuti siano differenti.

io ad esempio credo che invece aiutare i nostri figli ad adattarsi anche alle esigenze altrui (a quelle dei fratelli se ne hanno, ed è più facile come dicevi, per una mamma-ma anche a quelle dei genitori) sia utile per la loro crescita personale ed interiore.

sennò se una resta figlia unica come me, non dovrebbe imparare a vivere anche di mediazioni in famiglia? il rischio è quello di crescere un figlio unico con le caratteristiche peggiori del figlio unico, quelle appunto legate al fatto che da adulto non riesca ad adattarsi alle esigenze altrui. parlo sempre per mia esperienza personale ovviamente.

invece secondo me, nonostante si possa sempre aggiustare il tiro (se astrid non fa piscina tutte le mattine, basta andare all'ospedale in una sua mattina scevra da impegni), è stata la vostra un esperienza utile.

a giocare a tetris (il gioco degli incastri familiari) si impara col tempo e le partite, e a volte per eliminare 4 righe insieme è necessario accumulare anche pezzi fastidiosi.

insomma...non fila mai tutto liscio... ma prendere i disguidi con leggerezza (che non vuol dire incoscienza) è un ottimo insegnamento che possiamo offrire ai nostri figli.

va tutto bene, lo stesso.

e la prossima volta andrà meglio. :)
Nel caso specifico le analisi dovevano esser fatte quel giorno, altrimenti non avrei scelto proprio la mattina della piscina per andare. Ho capito cosa vuoi dire, e in realtà Astrid (però possiamo chiamarla nani, qui? Ha un nome molto particolare e vorrei tutelarla da riconoscimenti sgraditi) si adegua a noi costantemente, fosse altro perchè noi siamo... noi, i genitori che le sono capitati, che come ogni bambino non ha scelto, e a cui, come ogni bambino, si adatterà (esattamente come ogni mamma si adatta al figlio che ha). Non temo di farla crescere con le caratteristiche peggiori dei figli unici (cosa che oltretutto lei è al momento, non è detto che lo resterà a vita) se ho cura di aver rispetto per le sue esigenze. Per come la vedo io il rispetto per gli altri si apprende per imitazione, è molto più facile darlo quando lo si è ricevuto. Come l'amore, come l'accettazione... è un principio che ritengo applicabile a molti ambiti.
Che l'esperienza sia utile per aggiustare il tiro lo spero tanto, e credo che sarà così.
chiaretta_1974

Post by chiaretta_1974 »

Chloe83 wrote:Nel caso specifico le analisi dovevano esser fatte quel giorno, altrimenti non avrei scelto proprio la mattina della piscina per andare. Ho capito cosa vuoi dire, e in realtà Astrid (però possiamo chiamarla nani, qui? Ha un nome molto particolare e vorrei tutelarla da riconoscimenti sgraditi) si adegua a noi costantemente, fosse altro perchè noi siamo... noi, i genitori che le sono capitati, che come ogni bambino non ha scelto, e a cui, come ogni bambino, si adatterà (esattamente come ogni mamma si adatta al figlio che ha). Non temo di farla crescere con le caratteristiche peggiori dei figli unici (cosa che oltretutto lei è al momento, non è detto che lo resterà a vita) se ho cura di aver rispetto per le sue esigenze. Per come la vedo io il rispetto per gli altri si apprende per imitazione, è molto più facile darlo quando lo si è ricevuto. Come l'amore, come l'accettazione... è un principio che ritengo applicabile a molti ambiti.
Che l'esperienza sia utile per aggiustare il tiro lo spero tanto, e credo che sarà così.

bene allora, vedo che alla fine non potendo fare niente di diverso, quella mattina, hai fatto ciò che potevi fare. e l'esperienza ti aiuterà. :ok:
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Post by Cosetta »

Chloe83 wrote:Nel caso specifico le analisi dovevano esser fatte quel giorno, altrimenti non avrei scelto proprio la mattina della piscina per andare. Ho capito cosa vuoi dire, e in realtà Astrid (però possiamo chiamarla nani, qui? Ha un nome molto particolare e vorrei tutelarla da riconoscimenti sgraditi) si adegua a noi costantemente, fosse altro perchè noi siamo... noi, i genitori che le sono capitati, che come ogni bambino non ha scelto, e a cui, come ogni bambino, si adatterà (esattamente come ogni mamma si adatta al figlio che ha). Non temo di farla crescere con le caratteristiche peggiori dei figli unici (cosa che oltretutto lei è al momento, non è detto che lo resterà a vita) se ho cura di aver rispetto per le sue esigenze. Per come la vedo io il rispetto per gli altri si apprende per imitazione, è molto più facile darlo quando lo si è ricevuto. Come l'amore, come l'accettazione... è un principio che ritengo applicabile a molti ambiti.
Che l'esperienza sia utile per aggiustare il tiro lo spero tanto, e credo che sarà così.
Sono d'accordo, mi piace questo porre l'accento sul rispetto da avere per i bambini, ancorché piccolissimi e incapaci di manifestare esigenze e preferenze, in generale.
Che non è da contrapporre a altri punti di vista, per carità, ma è uno di quelli da prendere in considerazione e non fa mai male ricordarlo.

Avere le possibili attenzioni riguardo al loro benessere non significa necessariamente farli crescere male perché poco adattabili eccetera eccetera, significa solo farlo gradualmente.
E' il discorso che facciamo sempre in parecchie anche riguardo all'atonomia: non è che se a sei mesi non dormono soli, non accadrà mai. non è che se non mangiano col coltello e forchetta e non si allacciano le scarpe e non camminano eccetera, non lo faranno mai.
Lo stesso vale per il discorso di adattarsi: se non li porto in posti in cui si annoiano, se non faccio ritardare pasti o sonnellini, quando posso agire diversamente, non significa che questo non accada MAI.
Accadrà quando aspettare mezz'ora per un pasto sarà meno dura che farlo per una poppata, ad esempio (perché il bisogno è più impellente e perché non capiscono spiegazioni e non hanno il concetto del tempo), resistere al sonno sarà più facile eccetera eccetera.
E lo stesso vale per l'imparare a stare con altri adulti: a sei mesi è normale che un bambino che non ha l'abitudine di frequentare regolarmente altri che siano la madre e il padre (per un motivo o per l'altro) stia tranquillo solo se è con uno dei due.
Per Irene era lo stesso e non ha alcun problema a restare con altri adesso (anzi mi manda via).
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