quoto e il "vivere con leggerezza la disattenzione" non è quello che facciamo noi.lenina wrote:Il problema Choloe è che leggendo il titolo sembra che tu consideri come una mancanza di rispetto verso i bimbi il fatto che a volte debbano adattarsi.
Di qui il discorso del senso di colpa.
Ma non è una mancanza di rispetto.
Il mondo per fortuna o purtroppo non può girare intorno a loro (pensiamo appunto ai secondogeniti)
commissioni e rispetto per i figli
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Io non reputo la situazione che riporti come una "disattenzione" che si può vivere con più o meno leggerezza.Chloe83 wrote:Ho molta resistenza a lavorare su di me in questo senso non mi sembra un male avere attenzione per lei e sentirmi in colpa se quest'attenzione viene meno. Il quesito è su come riuscire a non farla venire meno in casi come questo, non sul come vivere con leggerezza la disattenzione.
La scuola per me è un discorso completamente diverso, a parte il fatto che sarebbe appunto molto più grande, sarebbe una cosa che fa per lei, non per me.
Sarei disposta a lasciarla col papà, perchè so che ci resterebbe volentieri (i nonni lavorano, e comunque dopo poco che è con loro cerca me o il papà, ovviamente essendoci solitamente io cerca me, quindi restare a casa con loro sarebbe un sacrificio più grande che non venire con me), ma lui in questo periodo lavora moltissimo.
Gli impegni "quotidiani", del tipo andare in posta o fare la spesa, li ha sempre vissuti molto bene, e del resto non c'è mai stata ragione di farli in orari inadatti a lei o rimandando i suoi bisogni o impegni (messo che in posta o al supermercato posso andare in qualunque momento ovviamente non scelgo quello in cui dorme o ha piscina).
Vivere comporta necessariamente dei compromessi.
Sta a noi genitori sceglierli cercando di conciliare i doveri e i piaceri nostri e dei nostri figli.
Dubito che un bambino di sei anni o di 3 trovi meno pensante alzarsi e andare a scuola tutte le mattine perchè la mamma gli spiega che " è una cosa che si fa per sè stessi".

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Io credo che tu debba dare la possibilità anche a Will di attraversare le onde senza avere troppa paura per lui.
Posso solo immaginare quanto sia difficile, soprattutto ora che hai appena partorito, accettare gli occhi spaesati di tuo figlio.
Ma è solo un momento, quegli occhi di oggi sono necessari a lui per riemergere dalle onde.
Più sicuro, sempre amato, e con un meraviglioso fratello. Grazie Pinnagialla
"22"


