Lella wrote:A me sembra che discutendone così siamo noi a caricare il cibo di troppi significati e rischiamo appunto di trasmettere ansia relativa al cibo.
(..............)
Se passa ai bambini il concetto di alimentarsi in modo equlibrato per la loro salute, è gia un passo positivo che apre anche il discorso su altre cose nocive, fumo, alcol, ecc.
Lella,
secondo me parlarne serve invece proprio a ridurre la (nostra) ansia relativa al cibo, e a scardinare e rielaborare i (nostri) meccanismi sbagliati riguardo all'alimentazione, in modo da evitare di passarli inconsapevolmente ai bambini.
L'alimentazione in famiglia è culturalmente sempre molto "carica", e ragionarci insieme a volte permette di vedere più facilmente alcuni comportamenti errati (come per lo sculaccione, o tutte le altre cose di cui discutiamo) che sarebbe preferibile non ripetere, proprio per non caricare il cibo/il momento del pasto di significati "altri" che non gli sono propri.
Io ad es. guardando mia madre con i nipoti vedo mille errori (fatti per amore ma comunque errori) riguardo all'alimentazione che ripetono comportamenti che ricordo anche dalla mia infanzia (L. è inappetente e allora sono ricatti/lusinghe/promesse, S. ha un periodo di improvvisa superfame e allora, anche se è perfettamente normopeso, scatta il commento "non devi/stai attenta/dovrai metterti a dieta"; "se fai il bravo dopo prendiamo un gelato"; "se non mangi, dopo non facciamo yx", ecc. ecc. ecc.)
Non sono cose che di per sé spingono a un Dca, ma potrebbero, per alcune persone, creare l'ambiente adatto ad un suo "attecchimento", e comunque alterano un rapporto sano e naturale con l'alimentarsi...