Scrivo anch'io qui.
Moderator: Paola
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asolina
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Dr.DiRienzo
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La psicoterapia non deve durare quanto una soap-opera
Ciao Dilly,Dilly wrote:A 20 anni ho smesso di mangiare, dopo un anno di fastidiosissimi problemi di stomaco ignorati dai miei genitori e trascurati dalla mia dottoressa,, son arrivata ad avere paura che ogni cosa che entrava nel mio stomaco dovesse poi uscirne con grande dolore e quindi ho deciso che non avrei più mangiato.
Dopo due anni ero 38 kg, con il mestruo bloccato e a rischio di ricovero.
Allora l'imposizione "devi andare dalla psicologa perchè sei anoressica e vuoi dimagrire".
Per fortuna mio marito (che allora era il mio fidanzato) ha capito che il problema era un altro e mi ha convinta a predere appuntamento con un gastroenterologo; gastroscopia, ecografia e cura giusta, e in un anno e mezzo ho recuperato il mio peso e una (quasi sempre) equilibrata alimentazione (quasi perchè appena ho un minimo fastidio allo stomaco non riesco a mandar giù nemmeno una briciola e anche dopo il parto, in seguito al baby blues ho rischiato).
Sono molto elastica riguardo l'alimentazione di mia figlia, che ha 13 mesi. Se ha fame mangia, se non vuole mangiare mangerà, senza grosse ansie.
Però non tollero che pianga a tavola. Al punto da arrivare a non mangiare se lei piange. Proprio non riesco. E non perchè mi dispiace che lei sia a disagio, proprio per me è impensabile rilassarmi e mangiare se lei "disturba"la calma del pasto. Mi da fastidio. e non mi piace, perchè arrivo anche a pensare che preferire che piangesse sola in una stanza dove non la sento. Perchè ovviamente, i miei pasti saltati invece mi danno molta ansia.
Preciso che nel periodo in cui stavo male son andata da una psicologa scelta dai miei genitori (una loro amica) e non è servito a nulla, lei non ha ancora capito ora, a distanza di quai 4 anni, il motivo del mio digiuno.
nel tuo caso mi pare di intravedere due tipi di problemi: uno gastrico (ulcera? gastrite?) e l'altro di tipo psicologico, che inizialmente si è sommato al primo ed oggi sembra agire autonomamente: la paura collegata all'assunzione del cibo e il timore che si ripresenti. Ovviamente, il pianto della tua bimba accresce l'ansia di fondo e contribuisce a "mantenere" il problema psicologico di fondo. In questo caso, una volta escluse le componenti organiche, occore rimboccarsi le maniche e trovare uno/a psicoterapeuta che sappia capire il motivo di queste tue paure (probabilmente frutto di un condizionamento) e trovare una rapida via d'uscita. Con tutto il rispetto per la collega, 4 anni per una psicoterapia sono troppi ed evidentemente qualcosa non ha funzionato. Ma non per questo occorre perdere le speranze. Sono convinto che potrai trovare presto la chiave di soluzione attraverso una terapia breve, che duri al massimo qualche mese. A tale riguardo, ti suggerisco la psicoterapia cognitivo-comportamentale, che solitamente è particolarmente efficace per queste forme d'ansia.
Fammi sapere e in bocca al lupo
Fernando DR
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Dilly
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Forse mi son spiegata male, non vado più da questa psicologa da anni; son stata in cura da lei per un anno, ma lei ha sempre girato attorno a cause che non erano quele (soprattutto riguardanti il mio rapporto con i miei genitori), mentre io avevo solo paura di mangiare perchè ho passato mesi in cui tutti i cibi, anche quelli consigliati per chi soffre di esofagite/gastrite da reflusso acuta come avevo io, mi causavano forte dolore e spesso il vomito. Trovata la cura le mie pauresi son lentamente indebolite, ma il cibo rimane comunque un potenziale nemico per me, soprattutto se mi capita di avere un po' di mal di stomaco.
Per le ansie sul pianto, son iniziate da quando è nata Marta, prima non avevo problemi (lavoro in un asilo nido, e ho sempre mangiato anche con bimbi piangenti)
Per le ansie sul pianto, son iniziate da quando è nata Marta, prima non avevo problemi (lavoro in un asilo nido, e ho sempre mangiato anche con bimbi piangenti)