grazie Lelia, mi stavo preoccupando!!Lelia wrote:C'è anche da dire che, secondo me, è normale quando si va via di casa darsi alla "pazza gioia" e mangiare quello che nella casa di famiglia era "tabù".
Io per esempio non ho mai sofferto di disturbi alimentari, quando sono ingrassata è successo per un insieme di fattori (mi piace mangiare + non faccio movimento neanche sotto minacce + prendo un farmaco che rallenta il metabolismo) ma non per un cattivo rapporto con il cibo.
Vengo da una famiglia di biologici ante litteram, mai entrata in casa una merendina confezionata o un barattolo di Nutella, mio padre adora cucinare e lo fa benissimo, tutte le mattine andava al mercato e comprava tutto dai contadini.
Quando sono andata a vivere da sola mi sono data alla pazza gioia nel reparto di surgelati&precotti, proprio per curiosità atavica. Poi per fortuna mi è passata, ma è solo per dire che è normale che quello che è stato "proibito" eserciti un certo fascino.
Anoressia, bulimia & Co.
Moderator: Paola
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Quando sei nato non puoi piu' nasconderti
e quando sei genitore ancora meno
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moon373
Mi ritrovo molto nel pensiero di Dilly: non credo sia giusto caricare troppo l'attenzione al cibo quando i bimbi sono piccoli.
Differente invece a mio avviso è il discorso di quando i bambini diventano grandicelli: verso i 6 - 7 anni credo sia importante fare molta attenzione a ciò che i nostri figli mangiano, al di là del discorso ingrassa - non ingrassa.
Credo sia fondamentale educare al consumo di frutta e verdura al posto di merendine, patatine e schifezze varie.
Non dico di vietarne l'uso (anche perchè credo che il divieto aumenti solo il desiderio!) ma limitarlo sì.
A merenda ad esempio si può optare per una macedonia: è colorata, allegra magari unendoci una pallina di gelato, tanto per renderla più appetibile.
Le verdure in genere sono molto odiate dai bambini ma "celate" in polpette, Hamburger, spinacine, condimenti per la paste, ecc.., fanno comunque il loro effetto.
Molto spesso vedo in classe bambini che a ricreazione SISTEMATICAMENTE tirano fuori snacks salatissimi e grassi: l'eccezione va bene, la regola no.
Parlando di bambine quando queste cominciano a far caso al loro aspetto esteriore, a tenerci un po' di più, se ci fossero già problemi di peso eccessivo lì diventa un problema.
Allora perchè attendere la pubertà per fare attenzione al cibo e non farlo prima?
Al di là di anoressia e bulimia l'alimentazione corretta è una questione di salute, di buone abitudini che portano i nostri figli a stare meglio!
Differente invece a mio avviso è il discorso di quando i bambini diventano grandicelli: verso i 6 - 7 anni credo sia importante fare molta attenzione a ciò che i nostri figli mangiano, al di là del discorso ingrassa - non ingrassa.
Credo sia fondamentale educare al consumo di frutta e verdura al posto di merendine, patatine e schifezze varie.
Non dico di vietarne l'uso (anche perchè credo che il divieto aumenti solo il desiderio!) ma limitarlo sì.
A merenda ad esempio si può optare per una macedonia: è colorata, allegra magari unendoci una pallina di gelato, tanto per renderla più appetibile.
Le verdure in genere sono molto odiate dai bambini ma "celate" in polpette, Hamburger, spinacine, condimenti per la paste, ecc.., fanno comunque il loro effetto.
Molto spesso vedo in classe bambini che a ricreazione SISTEMATICAMENTE tirano fuori snacks salatissimi e grassi: l'eccezione va bene, la regola no.
Parlando di bambine quando queste cominciano a far caso al loro aspetto esteriore, a tenerci un po' di più, se ci fossero già problemi di peso eccessivo lì diventa un problema.
Allora perchè attendere la pubertà per fare attenzione al cibo e non farlo prima?
Al di là di anoressia e bulimia l'alimentazione corretta è una questione di salute, di buone abitudini che portano i nostri figli a stare meglio!
- Enza 52
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questo è giusto, ma l'anoressia e la bulimia, vanno visti sotto un'ottica psicologica, ed è molto valido il concetto della prevenzione, anche se una mia amica che ha gestito in maniera più che corretta l'alimentazione dei figli, si è ritrovata la figlia anoressica all'età di 15/16 anni, ho visto il padre piangere come un bambino, eppure loro hanno sempre prestato molta attenzione a ciò che davano da mangiare ai figli e senza cadere nell'ossessione del solo sano e salubre, ma con tranquillità, eppure questa ragazza voleva tanto da se stessa, tenace negli studi, (a 25 anni si è laureata in medicina ed ora che ne ha 28 si sta specializzando in cardio-chirurgia) è sempre stata una ragazza in continua sfida con se stessa. forse li i genitori più che misurare il cibo, misuravano le prestazioni.
Aforismi da "Criminal Minds"
A differenza del gioco degli scacchi, nella vita il gioco continua, dopo lo scacco matto.
ISAAC ASIMOV
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ISAAC ASIMOV