Essendo madre di nana femmina questa è una delle mie paure.
Anche se ultimamente purtroppo si sta aumentando tale tendenza pure tra i maschi.
Io di disturbi alimentari non ne capisco una cippa.
Non ne ho mai sofferto, non conosco da vicino o molto bene persone che ne hanno sofferto, perciò sono ignorante, ma il tema mi sta a cuore.
Ogni volta che ne sento parlare o leggo qualcosa si parla sempre di enorme base derivante dalla famiglia, da come si è cresciuti.
Ma quali sono queste basi?Immagino derivino da una corretta educazione alimentare, dall'esempio da parte dei genitori di quanto sia una cosa positiva il cibo, ma questo non credo basti.
Si parla di autostima, quindi si presume che l'atteggiamento giusto sia sempre incoraggiare i figli, credere in loro, insomma la solita base anche per il discorso droga.
Ma poi?Poi come si fa a creare la base che salva da questo bombardamento quotidiano sulla magrezza=bellezza, come si fa a salvare dalla fase adolescenziale in cui il rotolino diventa un problema enorme?
Io non ho mai sofferto di queste insicurezze da ragazzina, avevo un metabolismo eccezionale, così mangiavo di tutto rimanendo magra e le rare volte in cui mettevo su un paio di kg sparivano prima che me ne accorgessi, forse ero impegnata con altri problemi (ero timida, avevo l'apparecchio) per pensare al rotolo, forse è che sono passati anni e anni e le cose peggiorano.
Ho visto (da lontano) persone essere bulimiche perchè troppo caricate di aspettative (15enni appena carine trattate dalle madri come modelle visto che si aspettavano da loro tale carriera), o anche ragazzine belle trattate come cesse o comunque come buone a nulla diventare poi anoressiche.
Ma ne ho una visione assolutamente confusa.
E sì, pensavo, che i miei genitori ne hanno combinati di errori grossi con me, ma in questa cosa io non ci sono cascata (anche se ora a 30 anni ci penso con una certa fissa, ma anche questa mia fissa deve incanalarsi in un processo giusto prima che mia figlia possa risentirne).
Qualcuno che ne sa più di me mi sa dire cosa può provare a fare un genitore?Da subito?
Per salvaguardare i propri figli?
Anoressia, bulimia & Co.
Moderator: Paola
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Luvetta
Non si diventa anoressiche perchè si vuol dimagrire.
Una dieta dimagrante è un innesco, ma la bomba, la vera bomba, c'è già.
Io ho due maschi, ma comunque sto impegnandomi per svincolare il cibo da qualsiasi altro valore che non sia il sostentamento.
Non è un premio, non è una dimostrazione di affetto, non sei bravo se mangi la verdura e cattivo se mangi il dolce.
Per il resto, sono tutta orecchi.
Una dieta dimagrante è un innesco, ma la bomba, la vera bomba, c'è già.
Io ho due maschi, ma comunque sto impegnandomi per svincolare il cibo da qualsiasi altro valore che non sia il sostentamento.
Non è un premio, non è una dimostrazione di affetto, non sei bravo se mangi la verdura e cattivo se mangi il dolce.
Per il resto, sono tutta orecchi.
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Smilla
ho avuto una compagna di banco che è arrivata a 33 kg., dopo di che per 10 anni ha rimbalzato fra momenti di apparente guarigione a momenti di bulimia, ma alla fine ne è uscita fuori.Gwen wrote: Qualcuno che ne sa più di me mi sa dire cosa può provare a fare un genitore?Da subito?
Per salvaguardare i propri figli?
entrare dentro al circolo vizioso è molto più facile che uscirne
Io non ne so più di te ma penso che tanto sta nell'esempio: se io ho un buon rapporto col cibo e cerco di insegnarlo a mio figlio , spero che in futuro non sfoghi le sue insicurezze sul cibo.
Quindi una alimentazione sana senza esagerazioni di nessun tipo e ogni tanto un peccato di gola penso siano una buona base.
se invece vede me essere nervosa nei confronti del cibo poi lo sente e potrebbe imitarmi.