Leggendoti mi sono rivista in te, anche io mille dubbi, mille insicurezze (soprattutto legate al fattore età)ma io ho sempre voluto sapere tutto.Solange wrote:E' una riflessione che mi è sorta mentre pulivo e volevo condividerla con voi.
Quando aspettavamo Sveva non volevamo fare esami invasivi ed eravamo anche abbastanza indecisi se fare o meno l'ultrascreen (in Irlanda si fa solo su richiesta e a pagamento perchè essendo là l'aborto illegale non possono farlo di routine perchè tanto non potrebbero offrire a tutti le alternative possibile tra cui l'aborto, che possono permettersi solo le donne che hanno i soldi per andarlo a fare all'estero.... sempre a proposito di ipocrisia) perchè pensavamo che questo figlio l'avremmo comunque tenuto.
Alla fine, anche parlandone qui, ci ragionammo tanto e ci informammo sulle patologie per cui si poteva rilevare un rischio aumentato (a cui far seguire poi esami più invasivi) e decidemmo di farlo perchè in caso di trisomia 21 (sindrome di Down) avremmo voluto avere un po' di mesi davanti per prepararci anche in merito a cose molto pratiche come l'allattamento che per un bambino Down è più difficoltoso a causa della forma del palato. Ma in caso di trisomia 13 o 18 avremmo quasi sicuramente deciso per l'aborto perchè non erano due malattie compatibili con la vita in generale nè come la intendiamo noi e cioè vissuta da essere umano e non da vegetale.
Per fortuna l'esito dell'esame fu molto incoraggiante, ricordo che sulla cartella c'era scritto che i risultati erano comparabili a quelli di una donna di 15 anni, tanto ci bastò per vivere serenamente il resto della gravidanza.
Ora però mi sono resa conto di essere cambiata un po' o almeno, le mie idee sono meno chiare di prima.
Perchè ora ho già una figlia e l'idea di avere un figlio con una patologia anche abbastanza "frequente" come la sindrome di Down e che ora solitamente garantisce di avere una vita piuttosto in salute e normale mi spaventa molto più di prima.
Non mi spaventa come madre, assolutamente. O meglio, non mi spaventa come madre di un eventuale figlio malato. Mi spaventa come madre di una figlia sana e la cui vita potrebbe (o meglio, sarebbe sicuramente) condizionata dal fatto di doversi occupare di un fratello o di una sorella non completamente autosufficienti quando noi non ci saremo più.
C'è ancora tutto il tempo per pensarci e quando sarà ora decideremo che fare, sicuramente partiremo di nuovo dall'ultrascreen e se i risultati saranno buoni andrà bene così. Ma in caso non lo fossero, probabilmenta avrei meno remore nel fare un'amnio o una villo per avere risultati certi.
Ma poi mi dico.... e se mi dicessero che ha la sindrome di Down? Abortirei per non condizionare la vita a Sveva? O lo terrei comunque perchè è nostro figlio, nonostante tutto?
Non c'è un risposta giusta e non c'è una risposta sbagliata, io di questo sono certa. Come fai fai il rischio c'è. Che tua figlia ti accusi di aver abortito un fratello che avrebbe amato comunque o che ti accusi di averle rovinato la vita perchè dovrà prendersene cura prima o poi da sola.
Però mi farebbe piacere sapere che cosa ne pensate voi, per confrontarci.
Io sò benissimo cosa avrei deciso, perchè avrei vissuto male il fatto che un giorno qualche d'uno, forse non tanto mia figlia, ma suo marito o i suoi figli, avrebbero potuto mandare il mio bambino in un'istituto, o forse no, ma il fatto che lui avrebbe potuto soffrire mi ha aiutato tanto a decidere


