Per i genitori vietato telefonare

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Moderator: Paola

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Rie
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Post by Rie »

Gwen wrote:non ho capito io scusa!
Avrei dovuto specificare e stare più attenta, sono saltata sulla sedia perché speravo di aver gettato acqua sul fuoco e invece ho gettato benzina, oooops aiuto! :)
"Ci sono persone rotonde, mia cara signora, ci sono bambini a forma, diciamo, di triangolo, perché no, e ci sono... Ci sono bambini a zigzag"
(David Grossman)
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Polly
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Post by Polly »

Gwen wrote: :mumble: la dinamica del forum è un conto ma a me pare che la polemica qui fosse iniziata quando ambra ha dato delle pecore alle altre, ben prima che arrivassimo noi.....
Si gwen giusto la polemica prima ma non la degenrazione della stessa
infatti a quel punto io me sono uscita per poi rientrare pagine e pagine dopo perché chiamata in causa velatamente quando si chiedeva perché non si intervenisse più a dire la propria
Paola, 5vm, per gli amici Polly

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Enza 52
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Post by Enza 52 »

alemia wrote:al solito a gamba tesissima:
ma il problema pedagogico della telefonata decade dopo i 10 anni?

perchè non mi risulta questo divieto alle scuole medie ( che poi io in prima media avevo appunto 10 anni appena compiuti, andai in gita in umbria e telefonavo, se ne avevo voglia la sera dopo cena che cmq eravamo in albergo)
ale, non è questione del divieto pedagogico della telefonata (gli estremismi a cui si è arrivati erano conseguenziali del tono che ha poi preso la discussione), a 10 anni, come a 7 o 13, si decide in base alla somma di tutte le esigenze (insegnanti, figli, genitori) cercando di farle convergere in una democratica linea di azione, se vagliando le possibilità si arriva a determinare che dare spazio alle telefonate può determinare la destabilizzazione del gruppo, chi non è d'accordo si defila, diversamente si accetta fidandosi del fatto che tale decisione è stata presa bilateralmente dalle parti che hanno ritenuto valide le ragioni.
il risvolto pedagogico sta :
1) nell'accettare senza sotterfugi la regola accettata DEMOCRATICAMENTE
lanciando così un messaggio di correttezza al figlio.
2) nel permettere al ragazzo/a di imparare a gestire il distacco.
3) nell'educare (implicitamente) il figlio/a ad un concetto di società, dove si vive valutando le necessità dell'insieme e non del singolo

Fermo restando che trattandosi di bambini, e non di soggetti adulti, i loro bisogni (imprevedibili) non saranno sottovalutati, e qui entra in gioco la fiducia che si dovrebbe avere negli accompagnatori (nella fattispecie insegnanti), perché in caso di sua assenza, a mio giudizio, non varrebbe neppure la pena di discutere sull'inghippo TELEFONATA SI-TELEFONATA NO.

così come dare ad un figlio il rispetto del compagno anche quando non gli piace, ha una valenza pedagogica, anche il tema della discussione ha una valenza pedagogica ( per le mamme)
Aforismi da "Criminal Minds"

A differenza del gioco degli scacchi, nella vita il gioco continua, dopo lo scacco matto.

ISAAC ASIMOV
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