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Daria4ever wrote:certo che a te bisognerebbe dare il premio simpatia eh
che cavolo ti ridi?
ho detto che entravo a gamba tesa e non ho quotato ne' te ne' grew o altre, mi sono allacciata a quanto detto da Caterina in riferimento al fatto che continua a uscire sta parola TRAUMATIZZARE che mi sta sulle palle alla luce di cose ben piu' importanti, e' da 80 pagine che dibattete e mi vieni a dire a me che non ho il senso della misura??? bah
Se tu avessi letto sapresti che nessuno di noi "telefoniste" ha scomodato il concetto di trauma. Quello è stato tirato in ballo da chi è contrario alle telefonate dicendo "eh ma se anche volesse chiamare e non potesse mica lo si traumatizza". Ed è stato risposto che magari no, ma certo bene non gli fa, che senz'altro non si traumatizza ma potrebbe essere fortemente a disagio, e sarebbe già sufficiente.
caterina wrote:Ripeto, per quello che mi riguarda.
Io adesso non parlo del caso specifico, non sono una maestra e quando mia figlia andrà a scuola ci penserò. Adesso penso ai problemi reali che affronto ogni giorno, non quelli che affronterò tra 6 anni.
MA.
Io adesso mi scaglio contro le vostre idee di potere genitoriale che non condivido e non condividerò mai.
Voi pensate che si debba per forza fare il vostro volere sempre e comunque.
Io penso che se mi fido della persona con la quale è mio figlio, allora lascio a lui tutte le decisioni in merito alla sua gestione.
Mah, buon per te se per te è così facile fidarti di chiunque a scatola chiusa al punto di dargli piena discrezionalità su tutto ciò che riguarda tuo figlio. Questo per me è un atteggiamento che non condivido nè condividerò mai.
Pandina wrote:La regola della chiamata serale per tutti ha sicuramente moltissimi svantaggi in più rispetto alla regola "se tutto va bene non si chiama".
Svantaggi per il bambino e per il gruppo classe (e le due cose sono assolutamente collegate).
Svantaggi su più livelli, sia pedagogici, che organizzativi, che di qualità della gestione del tempo passato insieme.
La regola del "se tutto va bene non si chiama" implica che se qualcosa va male (bambino che si fa male, crisi di pianto o malinconia che non riusciamo a calmare - mai capitato comunque - richiesta esplicita del bambino in evidente malessere) si valuta la possibilità di farlo chiamare.
E te lo ripeto: è quel tuo "si valuta la possibilità di farlo chiamare" che mi fa drizzare i capelli. Quel tuo "in evidente stato d malessere che non riusciamo a calmare". Ti deve supplicare, un bambino, per chiamare casa sua? Siccome non mi va affatto che mio figlio debba ridursi a supplicarti e rimettersi alla tua valutazione (che tu reputi infallibile, io no, visto che non reputo infllibile nemmeno le mie vlutazioni di madre) per strapparti un suo diritto, lo metterei in condizione di potermi chiamare autonomamente, senza doversi sottomettere a te.