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Chloe83 wrote:cosa c'entra il discorso "se ti fidi non chiami"? Se chiamo è per interesse, per piacere di sentirci, per piacere di parlarci. Qua si intende il dialogo con i figli come controllo. Quando invece per qualcuno è solo comunicazione.
Io mi ripeto,
state guardando la situazione dal punto di vista del SINGOLO,
mentre una situazione di gruppo deve essere guardata nell'INSIEME.
Le cose cambiano
Azur wrote:
Infatti quando erano più piccoli (3-4-5 anni) quando erano in vacanza con i nonni (o con il papà) in genere parlavo con i nonni, ma non con i bambini,
che dopo avermi sentito venivano colti da attacco di pianto&nostaglia...
Questo per me è inaccettabile, ed è la parte più pericolosa del vietare la comunicazione. Per me la nostalgia c'è di base, sentire il genitore permette di esternarla, diventarne consapevoli ed esprimerla. Se le maestre la notano solo a quel punto è perchè non sono nelle condizioni di percepire i moti interiori del bambino finchè non si traducono in esternazioni eclatanti (e allora a maggior ragione è il casoche il bimbo pssa sentire i genitori perchè i suoi stati d'animo possano essere recepiti prontamente). Il fatto di esternare questa nostalgia è parecchio più sano, per me, di sentirsela rimescolare dentro senza poterla verbalizzare. Per cui ben venga la telefonata come occasione di farlo. Se invece la nostalgia non c'è non crederò mai che sia una telefonata a farla nascere dal nulla. Io di certo non lascerei mai mia figlia con chicchessia senza parlarle per giorni. Non per me, per lei. Perchè lei deve sentirsi la mia interlocutrice principale quando si tratta di se stessa (che me ne frega della versione dei nonni o delle maestre o di suo padre? voglio che sia lei a raccontarmi quello che le va a modo suo) e non deve sentirsi mai "abbandonata", come se alla mamma non interessasse parlarle.
Azur wrote:Io mi ripeto,
state guardando la situazione dal punto di vista del SINGOLO,
mentre una situazione di gruppo deve essere guardata nell'INSIEME.
Le cose cambiano
Non vedo come. E onestamente nemmeno mi interessa, il benessere di un gruppo non può essere costruito sul disagio del singolo.