Per i genitori vietato telefonare

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micmar
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Post by micmar »

Pandina wrote:Senti Ambra, con tutto il rispetto, ho già abbastanza responsabilità di mio, figurati se mi prendo anche la responsabilità di 25 cellulari (per inciso, te li porti tu nello zaino? Ovviamente insieme al materiale necessario alle attività didattiche, alla cassetta del pronto soccorso, alla documentazione di riferimento per l'escursione e a tutto il resto...)
e nel caso di furto del prezioso zainetto? chi risarcirebbe?
"Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi, può essere conosciuto, trasformato e messo al servizio dell'uomo, del suo benessere. della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita" E. Berlinguer


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Gwen

Post by Gwen »

Azur wrote:Gwen,
da tutti i tuoi discorsi ho l'impressione che tu non abbia mai gestito un gruppo di bambini.
NON possiamo valutare *nostro figlio in gruppo* secondo gli stessi parametri di *nostro figlio a casa*

Le dinamiche di gruppo sono ben diverse dalle dinamiche uno a uno.
Il comportamento del singolo in un gruppo di pari è ben diverso dal comportamento del singolo in famiglia.
(giusto per citare un esempio eclatante, mia figlia quella nella cui stanza non si può entrare perché il pavimento è lastricato di 10 cm di "varie ed eventuali" nelle situazioni di gruppo - scout e scuola - è un modello di ordine e responsabilità delle proprie cose...) (diversamente, quando va a dormire a casa di amici/cugini/nonni, dove ci sono più bambini ma non un gruppo strutturato, l'anarchia regna sovrana come a casa)

Poi le motivazioni pedagogiche ci sono, il fatto che tu e altre non le condividiate non significa che non ci siano.
Io credo sia importante avere l'umiltà di sapersi mettere in discussione, e valutare attentamente l'opinione di chi ha magari più esperienza di noi in certi contesti, come ha fatto Lella in questo caso... (poi si può pure decidere che la propria idea iniziale resta la migliore, ma in questo thread vedo ben poca voglia di mettersi in gioco, vedo solo dialettica fine a se stessa...)

E, sempre per le dinamiche di gruppo, quello che è destabilizzante per uno (chiamare a casa) diventa spesso destabilizzante per tutti, per questioni di "contagio emotivo"...
Ma figurati, di certo non ho la pretesa che in gruppo mia figlia sia trattata esattamente come a casa, assolutamente no.
Anzi ritengo costruttivo per lei imparare a stare in gruppo e rispettare le regole che DEVONO esserci.
Contesto solo il motivo pedagogico che per ora ritengo non sufficientemente valido, perchè, dimmi se sbaglio, non è per il bene comune ma per il bene della sola casistica eventuale (che non è nemmeno detto che ci sia) dei bimbi che si destabilizzerebbero.
La trovo una discriminazione.
Fare una regola non vuol dire discriminare.
E' il principio che contesto, se una maestra mi illustrasse la validità per tutti io non avrei nulla da ridire.
Ma qui non vedo validità per tutti.
Fermo restando che se parliamo di quello che fa comodo alle maestre poi ecco che non lo concepisco proprio.
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Enza 52
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Post by Enza 52 »

Pandina wrote:Senti Ambra, con tutto il rispetto, ho già abbastanza responsabilità di mio, figurati se mi prendo anche la responsabilità di 25 cellulari (per inciso, te li porti tu nello zaino? Ovviamente insieme al materiale necessario alle attività didattiche, alla cassetta del pronto soccorso, alla documentazione di riferimento per l'escursione e a tutto il resto...)
quando ho letto, ho pensato anch'io a questa insegnante che deve avere anche la responsabilità dei cellulari oltre che dei bambini, mi sono figurata l'insegnante che dice NOKIa 6020 a chi appartiene? oppure due cell che urtano tra loro e si rompono.
vedo che si fa un discorso sempre riferendosi al singolo, vedendo solo il proprio figlio e le proprie ragioni.
ma veramente pensate che chi ci è passato lo ha fatto a cuor leggero?
dover vincere il proprio istinto di protezione, il desiderio di essere sempre presenti, di difendere il proprio figlio, è una continua battaglia che non finisce mai, è un continuo soffocare la voglia di controllare che tutto vada bene, anche quando sono adulti e vanno a fare la pasqua ad Atene e vorresti sapere in ogni attimo se tutto sta andando bene, o quando per la prima volta sono da soli alla guida di un auto e ti tremano le mani per l'ansia, ma non puoi, altrimenti sei un genitore che soffoca, ma tutto comincia da li, ecco il valore pedagogico ed anche educativo (del genitore) ad accettare che i figli non ci appartengono ma insegnare loro a camminare da soli (mi pare che proprio Silvi ce l'abbia scritto in firma).
purtroppo essere genitore (perché spesso l'ansia non è solo materna) è un cammino lungo e difficile.
Aforismi da "Criminal Minds"

A differenza del gioco degli scacchi, nella vita il gioco continua, dopo lo scacco matto.

ISAAC ASIMOV
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