Per i genitori vietato telefonare

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Ambra
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Post by Ambra »

Per me basterebbe che all ora X la maestra consegnasse i telefoni e massimo
10 minuti dopo li riprendesse,con apposita targhettina apposta sopra(come
agli esami) e via.
Non mi sembra complicato e chi non vuole non telefoni,chi vuole dica ciao
alla mamma.
In 10 minuti la maestra ha consegnato i telefoni e li ha ripresi a tutti: e il
gioco è fatto.
Di sicuro i bimbi in gita sono felici e contenti e magari manco gli va di chiamare,
anzi,sono convinta che mio figlio è il primo che non mi chiamerebbe ahahahah
ma magari qualcuno racconterà tutto alla mamma e andrà a letto con il sorriso.
Senza scomodare albergo e centralinisti.
Un´operazione semplice,lineare e a mio parere poco stressante.
Con 10 minuti mi sono allargata,non credo che un bambino ne spenda
più di 2 al telefono per dire "ciao mamma,mi sto divertendo,ci vediamo tra qualche
giorno".
Ambra(13/04/1978)
Jari(03/07/2003)Leni(04/06/2006)
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Azur
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Post by Azur »

Gwen wrote:Le motivazioni pedagogiche che hanno spiegato per me non sono valide per tutti, quindi nel momento in cui si tiene in considerazione la reale necessità di alcuni di NON sentire i genitori si trascura invece quella di chi invece ha la necessità opposta.
E perchè questa discriminazione?
Perchè sono in un gruppo?Beh ma a me non semrba tanto inverosimile pensare di fare un discorso caso per caso.
La motivazione pedagogica per me deve essere valida per tutti, se no non è tale.
E poi secondo me non si può generalizzare nemmeno dicendo che siamo noi genitori quelli che ne hanno bisogno, dipende da bambino e bambino.
Non ho mai amato le regole tout court senza un ragionamento specifico dietro, fanno solo danno.
Gwen,
da tutti i tuoi discorsi ho l'impressione che tu non abbia mai gestito un gruppo di bambini.
NON possiamo valutare *nostro figlio in gruppo* secondo gli stessi parametri di *nostro figlio a casa*

Le dinamiche di gruppo sono ben diverse dalle dinamiche uno a uno.
Il comportamento del singolo in un gruppo di pari è ben diverso dal comportamento del singolo in famiglia.
(giusto per citare un esempio eclatante, mia figlia quella nella cui stanza non si può entrare perché il pavimento è lastricato di 10 cm di "varie ed eventuali" nelle situazioni di gruppo - scout e scuola - è un modello di ordine e responsabilità delle proprie cose...) (diversamente, quando va a dormire a casa di amici/cugini/nonni, dove ci sono più bambini ma non un gruppo strutturato, l'anarchia regna sovrana come a casa)

Poi le motivazioni pedagogiche ci sono, il fatto che tu e altre non le condividiate non significa che non ci siano.
Io credo sia importante avere l'umiltà di sapersi mettere in discussione, e valutare attentamente l'opinione di chi ha magari più esperienza di noi in certi contesti, come ha fatto Lella in questo caso... (poi si può pure decidere che la propria idea iniziale resta la migliore, ma in questo thread vedo ben poca voglia di mettersi in gioco, vedo solo dialettica fine a se stessa...)

E, sempre per le dinamiche di gruppo, quello che è destabilizzante per uno (chiamare a casa) diventa spesso destabilizzante per tutti, per questioni di "contagio emotivo"...
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Pandina
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Post by Pandina »

viola 52 wrote: CREDO FERMAMENTE CHE PER LA SERENITA' DI UN RAGAZZO/A E' FONDAMENTALE ALIMENTARE LA FIDUCIA NEI PUNTI DI RIFERIMENTO E QUINDI ANCHE NELLE INSEGNANTI.
il punto è proprio questo.
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