Quand'è che un figlio diventa indipendente?

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Moderator: Paola

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veruz
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Post by veruz »

Gwen wrote:eh ma come potrebbe essere diversa?
Secondo me ci sono dati oggettivi in certe situazioni, perchè di fatto l'aiuto da una parte c'è e dall'altro no (parlo in generale).

Comunque è proprio la persona che sta zitta e si rimbocca le maniche a rimetterci, chi invece si lamenta pur sperperando è il "poverino" della situazione.
non lo so, io parto dal presupposto che la realtà in quanto tale non esista se non come negoziazione di significati. cioè: non esistono dati oggettivi in quanto tali se parliamo di cose umane, relazioni etc.. ognuno di noi partecipa alla costruzione della "realtà" attraverso il proprio personalissimo modo di vedere e vivere la cosa quindi la narrazione diventa parte della realtà stessa. Ma mio fratello potrebbe parlartio di questa storia da un'altra prospettiva e raccontare del senso di esclusione vissuto da parte del padre a causa della prsenza forte di sua madre(che poraccia magari voleva solo compensare..) e mia sorella potrebbe narrare dell'ingiustizia subita con i continui paragoni fatti con me..per esempio..
io la vedo come una questione di prospettiva e di giustizia relativissima. in special modo trattando di questioni esterne a noi di cui abbiamo solo dati parziali e una visione riportata da una parte in causa
Cos73 wrote: e anzi, vado oltre: penso che spesso sia proprio un modo per tenerli legati i figli (e al contrario un modo per "punire" l'indipendenza dell'altro).
.
c'è sicuramente anche questo...ma non so quanto consapevolmente. e poi c'è da dire che entrano in gioco anche i figli e il loro atteggiamento., la loro reazione a sto punto perchè si tratta sempre di qualcosa di "costruito" insieme o per lo meno di mantenuto tale nel tempo

quasi quasi potremmo cambiare il titolo in "quando un genitore diventa indipendente"?? :cisssss:
Soglia: oh, pensa che è, per due che si amano
logorare un po’ la propria soglia di casa già alquanto consunta,
anche loro, dopo dei tanti di prima,
e prima di quelli di dopo… leggermente.

Rainer Maria Rilke, Elegie Duinesi



Giovanni 9.12.2009
Aspetto una bambina da 35 settimane.



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Cosetta
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Post by Cosetta »

veruz wrote:non lo so, io parto dal presupposto che la realtà in quanto tale non esista se non come negoziazione di significati. cioè: non esistono dati oggettivi in quanto tali se parliamo di cose umane, relazioni etc.. ognuno di noi partecipa alla costruzione della "realtà" attraverso il proprio personalissimo modo di vedere e vivere la cosa quindi la narrazione diventa parte della realtà stessa. Ma mio fratello potrebbe parlartio di questa storia da un'altra prospettiva e raccontare del senso di esclusione vissuto da parte del padre a causa della prsenza forte di sua madre(che poraccia magari voleva solo compensare..) e mia sorella potrebbe narrare dell'ingiustizia subita con i continui paragoni fatti con me..per esempio..
io la vedo come una questione di prospettiva e di giustizia relativissima. in special modo trattando di questioni esterne a noi di cui abbiamo solo dati parziali e una visione riportata da una parte in causa
non posso che riquotare, infatti le stesse cose raccontate dalle diverse pati in causa assumono sfumature differentissime (e non solo sfumature perché uno si ricorda un episodio, l'altro un altro, ognuno poi li vive e rielabora a modo suo)... l'oggettivo è qualcosa di raro in queste situazioni.
Teresa
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Post by Teresa »

veruz wrote:quasi quasi potremmo cambiare il titolo in "quando un genitore diventa indipendente"?? :cisssss:
questo spunto lo trovo meraviglioso.


per quello che riguarda me, io sono una fan accanita della dipendenza.
Adoro i legami stretti, condizionanti.
Quei legami mi rendono forte e per questo, paradossalmente, per molti versi, libera.

Almeno libera dalle paure e dai sospetti.
Carla 4/12/03
Mena 2/05/06

"Abbiamo messo i bambini in compezione tra loro senza dargli alcuna forza interiore. Abbiamo arricciato i loro capelli e distorto le loro menti. Li abbiamo educati, ma non abbiamo dato loro saggezza."
Tonkahaska
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