Aspè, la mia amica mi rende partecipe lei, mi chiede cosa ne penso, mi trovo a ragionarne per questo, mica perchè punto il dito, mi ha raccontato tutti i particolari, la conosco da una vita, e comunque non si parla di soldi ma di principio, avevo pensato se ne potesse fare un discorso generico di principio. Non sulla mia amica ma partendo dal caso della mia amica.Chloe83 wrote:Non so che dirti, perchè io, se potessi, e ce ne fosse bisogno, pagherei la bolletta anche alla figlia sposata, per dire. Non perchè lei non sia indipendente ma perchè resta comunque mia figlia, e se ha bisogno d'aiuto io ci sono. Detto questo, se avessi due figlie, una in difficoltà e una no, aiuterei solo quella in difficoltà, non darei anche all'atra a stessa cifra (ma aiuterei anche lei quando fosse la sua volta di essere in difficoltà, ovvio). A ciascuno secondo i suoi bisogni.
Però Gwennola te lo devo dire: discutere di soldi già è antipatico, discuterne rapportato a casa d'altri per me è proprio scorretto, le cose dal di fuori non si sanno, e ognuno fa quel che vuole e quel che può.
Tanto più che possiamo pure partire dall'idea che mio padre ha della cosa, solo che ho dovuto spiegare a cosa si riferisse (alla situazione della mia amica), perchè se no non ci capivate un cavolo, insomma, il principio secondo il quale è il matrimonio e non il lavoro a cambiare qualcosa.
Io se avessi due figli aiuterei entrambi se lavorano entrambi, nella stessa misura, ti dico in che senso: se uno è in difficoltà e l'altro pure aiuto entrambi cercando di pareggiare la cifra in qualche modo (tot ad uno e tot all'altro anche se ad uno serve di meno il resto lo conserverà), non è che aiuto solo uno perchè l'altro è sposato :occhiodibue: cioè proprio non capisco perchè il matrimonio debba avere la valenza dell'indipendenza e non il lavoro!
Se invece uno ha bisogno e l'altro no aiuterò chi ha bisogno e l'altro avrà un regalo, magari sottoforma, per dire, di una cifra messa da parte per i nipoti o per qualche esigenza.
Ovviamente parlo di figli responsabili però, da genitore non amerei soccorrere il figlio perchè lui se ne frega e si mangia i soldi come vuole perchè tanto ci sono io, ma appurato che il figlio è responsabile come te non esiterei ad aiutarlo, anche se lavora.
Ma il matrimonio secondo me non c'entra assolutamente nulla col discorso indipendenza economica.
E comunque quello che mi fa incazzare è la non equità della cosa tra due figli. Non lo farei mai.
Non c'è equità nella pratica, nel gesto, nella premura.
