Esami prenatali, una riflessione

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Gwen

Post by Gwen »

Questo è uno dei motivi per cui ho una paura fottuta di pensare ad un secondo figlio, ho avuto una gravidanza piena di ansie e nemmeno tanto facile, non so se riuscirei a passare le stesse paure con la nana, perchè correrei dei rischi anche sulla sua pelle.
Azur
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Post by Azur »

marika wrote:quando aspettavo Francesco, dicemmo subito alla ginecologa che non avevamo intenzione di fare nulla, nemmeno tritest o TN.
Stessa cosa per Teresa.

(.....)
"Ma se tanto non ha fatto indagini prenatali, vuol dire che le va bene tutto, no?"
Tutto un corno. Cioè, mi va bene sì, ma almeno che io possa arrivare alla nascita preparata, cosciente di cosa vado incontro.
Così non è stato, ma fortunatamente è nata sana, e in quella sala parto nessuno capiva perchè io continuassi ad implorare "ditemi com'è!!!!"
Ora, con l'ipotesi di un terzo, credo che farò qualcosa giusto perchè ho un'età diversa, ma in cuor mio già SO, che per quanto lacerata, terrei qualunque bambino, perchè da che ho provato ad esser madre, so che chiunque passasse da questa pancia sarebbe figlio mio e non potrei mai separarmene.
Anch'io non ho voluto fare nulla entrambe le volte,
ma mentre la prima volta ero assolutamente serena,
la seconda volta ho vissuto poi la gravidanza con paura, quindi con il senno di poi avei fatto meglio a fare qualche esame "per (cercare di) sapere"...

E sento molto mio anche il resto delle cose che di Marika...
Lelia wrote:al fratello di un bambino Down quanto viene chiesto? Al di là dell'eventuale responsabilità di prendersi cura del fratello disabile quando i genitori non ci saranno più, quanto viene chiesto al fratello sano durante l'infanzia e l'adolescenza? Io mi chiedo questo, e la risposta ovviamente non ce l'ho.
le risposte non le ho naturalmente neanche io,
però penso che oltre a questa domanda vada anche fatta la domanda speculare:
al fratello sano quanto viene dato, durante l'infanzia e l'adolescenza, dalla presenza di un fratello diverso?

La diversità non è solo un togliere risorse,
è (può essere) anche l'opportunità di un'altra visione del mondo, di altri valori, di altre esperienze e conoscenze ..
Altri, diversi... non per questo "minori" (minoritari magari, questo sì)

Certo la nostra società attuale non vede la diversità come valore, anzi,
ma ho presente diversi casi a me vicini in cui, insieme a indubbie maggiori difficoltà e a un'indubbia maggiore fatica, ci sono anche una maggiore ricchezza, apertura, serenità...

Come sempre, le cose non sono mai tutto nero o tutto bianco...


(Poi che il secondo (o terzo, o oltre :D) figlio porti in genere con sé più paure è indubbio, non potrebbe essere altrimenti, con la diversa consapevolezza che dà l'essere genitore...)
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val3nt1na
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Post by val3nt1na »

Azur wrote:

(Poi che il secondo (o terzo, o oltre :D) figlio porti in genere con sé più paure è indubbio, non potrebbe essere altrimenti, con la diversa consapevolezza che dà l'essere genitore...)
sono d'accordo.ultimamente ho fatto spesso questa riflessione...
"L'impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale."- Lucio Dalla.
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