Una delle mie amiche, una delle 5 Amiche, ha una sorella non del tutto normale.
Ha un ritardo, ecco.
Io ti dico solo che è una gran sofferenza.
Questa ragazza ha 33 anni, la mia amica 28 come me.
Da quando siamo piccole se la porta sempre dietro, sempre.
E inevitabilmente la sua vita viene condizionata da lei.
Perchè non può parlare liberamente (la sorella on conosce la parola segreto), non può fare tardi (la sorella a mezzanotte deve andare a letto) ecc ecc.
Insomma...un fratello non completamente abile cambia la vita.
Non so dire cosa faremmo io e 7, non ci abbiamo mai pensato a voce alta insieme...
Esami prenatali, una riflessione
Moderator: Paola
- caterina
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Luvetta
Solange wrote:madre di una figlia sana e la cui vita potrebbe (o meglio, sarebbe sicuramente) condizionata dal fatto di doversi occupare di un fratello o di una sorella non completamente autosufficienti quando noi non ci saremo più.
Sai che è proprio in base a questo ragionamento che ho fatto l'amnio per David?
... e poi è Gabriel, quello con dei problemi.
Non è a volte irritante, lo strano sense of humor del destino?
- Lelia
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Parlo da zia di un bambino audioleso. Francesco è il primogenito di mia sorella, ed ha una sorella di due anni più piccola, Chiara.
Quando è nata Chiara, ancora non era stata ben valutata la portata del problema di Francesco. Si sapeva cmq che non era completamente sordo, quindi era plausibile che arrivasse ad essere completamente autonomo o quasi.
Ma il punto, per mia sorella, era: metto cmq al mondo un secondo figlio, sapevo che almeno per diversi anni il grosso della mia attenzione dovrà andare a Francesco, che ha bisogno di essere seguito TANTO per poter imparare a parlare bene e a gestire tutto quello che il suo handicap comporta? Hanno deciso di mettere in cantiere la seconda.
Io l'ho visto che a Chiara è stato chiesto tanto subito. Francesco aveva bisogno di tanta attenzione individuale, e questa attenzione inevitabilmente è stata tolta a sua sorella.
Lei è una bambina incredibilmente solare e di ottimo carattere, forse anche per il fatto che alla fin fine su tante cose ha dovuto imparare ad arrangiarsi (non è che sia stata trascurata eh, ma Francesco per vari anni ha catalizzato le attenzioni di tutti).
Io credo che per Francesco sia stata un'ottima cosa non rimanere figlio unico, e posso dire Chiara adora suo fratello.
Oggi si sa che la sordità di Francesco è relativamente lieve, e con gli apparecchi acustici lui fa una vita normalissima. Ma a sua sorella è stato chiesto di fare dei sacrifici, e tuttora io a volte mi chiedo se sia stato giusto.
Attraverso i miei nipoti, io ho visto quanto si chiede al fratello di un bambino con handicap. Già del caso di un handicap lieve come quello di mio nipote, a sua sorella è stato chiesto tanto ("tanto" per quello che si può chiedere ad una bambinna piccola). Facendo le debite proporzioni, al fratello di un bambino Down quanto viene chiesto? Al di là dell'eventuale responsabilità di prendersi cura del fratello disabile quando i genitori non ci saranno più, quanto viene chiesto al fratello sano durante l'infanzia e l'adolescenza? Io mi chiedo questo, e la risposta ovviamente non ce l'ho.
(Sì lo so, non c'entra nulla col tema del topic, che ci posso fare, io c'ho l'ot-taggine congenita :occhiodibue: )
Quando è nata Chiara, ancora non era stata ben valutata la portata del problema di Francesco. Si sapeva cmq che non era completamente sordo, quindi era plausibile che arrivasse ad essere completamente autonomo o quasi.
Ma il punto, per mia sorella, era: metto cmq al mondo un secondo figlio, sapevo che almeno per diversi anni il grosso della mia attenzione dovrà andare a Francesco, che ha bisogno di essere seguito TANTO per poter imparare a parlare bene e a gestire tutto quello che il suo handicap comporta? Hanno deciso di mettere in cantiere la seconda.
Io l'ho visto che a Chiara è stato chiesto tanto subito. Francesco aveva bisogno di tanta attenzione individuale, e questa attenzione inevitabilmente è stata tolta a sua sorella.
Lei è una bambina incredibilmente solare e di ottimo carattere, forse anche per il fatto che alla fin fine su tante cose ha dovuto imparare ad arrangiarsi (non è che sia stata trascurata eh, ma Francesco per vari anni ha catalizzato le attenzioni di tutti).
Io credo che per Francesco sia stata un'ottima cosa non rimanere figlio unico, e posso dire Chiara adora suo fratello.
Oggi si sa che la sordità di Francesco è relativamente lieve, e con gli apparecchi acustici lui fa una vita normalissima. Ma a sua sorella è stato chiesto di fare dei sacrifici, e tuttora io a volte mi chiedo se sia stato giusto.
Attraverso i miei nipoti, io ho visto quanto si chiede al fratello di un bambino con handicap. Già del caso di un handicap lieve come quello di mio nipote, a sua sorella è stato chiesto tanto ("tanto" per quello che si può chiedere ad una bambinna piccola). Facendo le debite proporzioni, al fratello di un bambino Down quanto viene chiesto? Al di là dell'eventuale responsabilità di prendersi cura del fratello disabile quando i genitori non ci saranno più, quanto viene chiesto al fratello sano durante l'infanzia e l'adolescenza? Io mi chiedo questo, e la risposta ovviamente non ce l'ho.
(Sì lo so, non c'entra nulla col tema del topic, che ci posso fare, io c'ho l'ot-taggine congenita :occhiodibue: )
I'm selfish, impatient and a little insecure.
I make mistakes, I am out of control and at times hard to handle.
But if you can't handle me at my worst, then you sure as hell don't deserve me at my best.
- Marilyn Monroe -
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