sai non so proprio cosa dirti
io feci l'amnio, abbastanza determinata ad abortire se ci fosse stata una patologia grave. per fortuna non è accaduto, ma non so cosa avrei REALMENTE fatto se fosse accaduto. credo che razionalmente ognuno di noi abbia pensato a questa eventualità e abbia scelto ma credo che quando poi ci trovi in quella situazione si rimetta tutto in discussione.
e quindi pur non condannando ne una scelta nè l'altra, non ti so rispondere.
Esami prenatali, una riflessione
Moderator: Paola
- micmar
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- Rie
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Questo è un ordine di considerazioni molto frequente, e secondo me del tutto comprensibile.Solange wrote: Perchè ora ho già una figlia e l'idea di avere un figlio con una patologia anche abbastanza "frequente" come la sindrome di Down e che ora solitamente garantisce di avere una vita piuttosto in salute e normale mi spaventa molto più di prima.
Certo, penso a una famiglia dove un bimbo down c'è davvero.
E penso ai suoi due fratelli.
Che lo adorano. E che lui adora.
Che sanno che dovranno essere forti per lui; da grandi farsi carico di lui, forse.
Ma sono meravigliosi, insieme.
E allora mi chiedo quanto paghino, in queste cose, le considerazioni razionali, astratte.
Razionalmente, a freddo, in astratto, non ho difficoltà ad ammettere che abortirei, non mi sentirei di crescere un bambino che risultasse affetto da una malattia anche compatibile con una buona qualità di vita, come la sindrome di down.
Ho fatto l'ultrascreen perché ero più giovane, ora farei senz'altro un esame invasivo.
Eppure... non ne sono certa.
La risposta "giusta", alla fine, in questi frangenti, è quella che in coscienza, se si è così sfortunati da essere messi alla prova dalla vita, ci si sente di fare in concreto, a caldo, con il cuore.
E neppure io che oggi, e anche da prima di avere altri figli a portarmi alle riflessioni di Sole, non mi vedo in grado di essere mamma di un bimbo down, posso essere certa di un'eventuale, futura scelta diversa da quella che trovo per me plausibile.
"Ci sono persone rotonde, mia cara signora, ci sono bambini a forma, diciamo, di triangolo, perché no, e ci sono... Ci sono bambini a zigzag"
(David Grossman)
(David Grossman)
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rita2
Io ho quasi 42 anni, ho avuto Sofia a 37 anni, Alessandro a 41 suonati. Volevamo il secondo bambino, per noi stessi, come famiglia, e per Sofia, per un compagno di vita. Ho fatto l'ultrascreen, che anche se vivo in Italia qui o lo fai a pagamento o è complicatissimo perchè la sanità pubblica non è propriamente efficiente. Il risultato è stato buono, comunque di routine consigliano a tutte le donne sopra i 35 anni l'amniocentesi. Io e mio marito non abbiamo voluto farla, per i rischi che comporta di morte del feto, superiori a quelli del rischio down risultato dall'ultrascreen. Io non avrei mai il coraggio di abortire, credo che non riuscirei a vivere con questo peso, e Sofia avrebbe dovuto accettare un fratello non autosufficiente. Nella mia mente già ero pronta alla sia pur remota eventualità di un figlio down. Avevamo già parlato con mio marito Angelo di lasciare la Sicila se avessimo avuto un figlio diversamente abile, per poter offrire ai nostri figli un futuro migliore, in un contesto più organizzato. (Qui non c'è niente ne per i sani ne per i malati, infatti stiamo pensando di andar via lo stesso). Dopo aver partorito Alessandro (un parto spontaneo, bellissimo e veloce) ancora in sala parto la prima domanda a mia sorella medico è stata: com'è il bambino? Lei mi sorrise, è stupendo, disse, io tirai un sospiro di sollievo, libera da quella sottile inquietudine che silenziosa mi aveva accompagnato per tutta la gravidanza. Alessandro è un bimbo intelligentissimo e motoriamente precoce (già sta in piedi da solo e tenta i primi passi). Sono credente e ringrazio Dio per questo dono, due figli sani. Comprendo profondamente scelte diverse dalla mia e sono d'accordo sul fatto che non c'è un pensiero giusto e uno sbagliato su questo che è un argomento ultradelicato, l'importante è il coraggio delle proprie scelte, la consapevolezza e il credere in quello che si fa, come in tutte le cose della vita. Odio i falsi moralismi e la faciloneria con cui temi come aborto ed eutanasia vengono di solito affrontati.

