se un atteggiamento è diffuso può anche essere che spesso sia inevitabileGwen wrote:può essere Pandi, ma se un atteggiamento è diffuso non vuol dire che sia necessariamente la normalità alla quale rassegnarsi.....
Perdere la pazienza
Moderator: Paola
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moon373
L'anno scorso ho perso una bambina al V mese di gravidanza (scusate se torno sull'argomento!): mio figlio mi ha vista piangere, mi ha vista soffrire, mi ha vista perdere il controllo nei momenti di maggior scoramento ma sono stata IO a non voler nascondergli nulla.losbanos wrote:parliamo di sentimenti negativi in generale: rabbia, tristezza, scoramento, infelicità, ansia...
tu pensi che un figlio debba esserne protetto, che non debba vedere che anche la sua mamma o il suo papà li provano?
Io credo che tutti i sentimenti siano utili, per prendere decisioni, per non perdere il contatto con noi stessi, per essere quelli che siamo
I figli fanno parte della famiglia e, a seconda dell'età, è giusto che abbiano la cognizione di cosa avvenga all'interno del nucleo familiare.
Se ho una discussione con mio marito non aspetto che Ale vada a letto per esaurirla, non ammetto che lui veda solo il rosa della situazione, così come non ci nascondiamo se vogliamo darci un bacio (innocente :cisssss: ).
Insomma, vogliamo che lui partecipi a tutto (o quasi) nel bene e nel male!
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io alzo la voce e saltuariamente urlo.Gwen wrote:ma la perdita della pazienza io la vedo sempre come violenta, violenta nel senso di forte come reazione.
L'urlo per me ha qualcosa di violento, lo strattone pure, per non parlare dell'uso delle mani.
E come altro si esprimerebbe la perdita della pazienza?
Mi è capitato di picchiare una mano sul tavolo come gesto di stizza e anche per dare un segnale forte.
In genere non uso le mani. Mi saranno capitati un paio di sculaccioni a testa da quando sono nate.


