Perdere la pazienza

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Gwen

Post by Gwen »

Pandina wrote:Gwen evidentemente se tu ritieni di non dover "sopportare" nulla perché di base non senti alcun sentimento negativo, evidentemente è proprio inutile discutere della pazienza, ti pare.
Perché è evidente che se di base non hai nulla da sopportare non stiamo più parlando di chi ha più o meno pazienza e delle varie reazioni e tutte le loro sfaccettature. Tutto qua.

Lo scatto di nervi, l'urlo, il fatto di sbroccare come dici tu, può derivare da tutta una serie di episodi della giornata che andando a sommarsi creano uno stato d'animo di nervosismo e stress emotivo e possono fare sì che una volta arrivati a casa la PAZIENZA sia già quasi esaurita.
Quindi può effettivamente darsi che sia sufficiente una rispostaccia, un capriccio o poco altro per fare scattare la mamma.
Ma può benissimo essere (e la ritengo l'ipotesi più credibile) che la progressiva riduzione della pazienza venga effettivamente generata piano piano dal bambino stesso. Metti insieme tutta una serie di pianti, di capricci, di rifiuti a fare ciò che bisogna fare, di resistenze per vestirsi, mangiare, cambiare il pannolino, lavarsi, dormire, mettici un'infinita quantità di risvegli notturni e via andare..
Beh, in questo crescendo non è così difficile pensare che una mamma alle 3 del mattino possa perdere la pazienza. Ed in questo caso non stiamo parlando di fattori esterni (come il lavoro, il traffico, i colleghi, la pioggia....) che hanno generato una riduzione pregressa di pazienza. È stato il bambino stesso ad averla creata, ti pare?
E riduci, riduci, alla fine a me sembra normale sentirsi esasperati ed esternarlo.


Ti faccio un esempio:
- alzare la voce, arrabbiarsi, sgridare sono esternazioni di uno stato d'animo quando si stanno superando dei limiti (non sto parlando di un lattante).
- essere sempre pacati, tono di voce sempre basso costante, calma costante --> mi portano a chiedermi la reazione di bambini abituati sempre a questo quando invece si troveranno davanti per es ad un maestro che alza la voce
- se il maestro alza la voce quando si superano i limiti e la mia mamma invece non lo fa mai forse è perché non sono ancora abbastanza vicino ai limiti... vediamo se mi posso spingere un po' oltre.

È chiaro perché ho fatto il collegamento?


cosa ti devo spiegare? Non ho capito.
no ti chiedevo di spiegarmi per favore il discorso dei limiti.
Bhe, il fatto del limite per me funziona diversamente, nel senso che comunque il bimbo capisce che è arrivato al limite con i genitori pur senza sondarlo con la perdita della pazienza, perchè ci sono dei no fermi, degli atteggiamenti decisi che i genitori possono mettere in atto per far capire che oltre quel punto non si va.
E onestamente come dicevo in qualche commento appena sopra io non tollererei mica tanto che un insegnante arrivi a perdere la pazienza perchè credo possa avere pure meno attenuanti di un genitore, è il tuo lavoro, loro non sono tuoi figli, l'educazione che devi insegnare riguarda altri ambiti, e per di più non devi nemmeno sottostare ad uno stress derivato dai bambini 24 h su 24, se non sai gestire una situazione di poche ore senza perdere la pazienza io qualche domanda me la farei.
Insomma non vedo perchè mia figlia dovrebbe tarare le situazioni e le reazioni in base ad un atteggiamento sbagliato.

Quanto al resto dell'esempio ci sta che magari la soglia della pazienza si abbassi per degli atteggiamenti ripetuti legati al figlio, a parte che secondo me questo potrebbe essere vero solo in quei casi in cui una mamma è sola in casa giorno e notte col figlio, e non lavori, non esca, non abbia un aiuto, altrimenti un modo per scaricare puoi trovarlo più facilmente ed allo stesso mdoo facendo anche altro è più facile che si trovino altri motivi di stress aggiuntivo, ma a parte questo mia figlia ha avuto periodi o giornate no, sbroccare non mi è passato lo stesso per la testa, ma lasciando perdere me, ci sta pure che magari uno si ripeta "è una giornata no, passerà", mantra del genere, vedo alcune mie amiche per le quali un atteggiamento del genere funziona.
Che ne so, la nana rompe tanto quando deve cambiare il pannolino, si agita e piange, piagnucola durante la notte, spesso non sa nemmeno lei cosa vuole, quindi smanie a bizzeffe, io credo che sia proprio la calma a tranquillizzarla alla lunga.
Certo le dico "amore, però adesso basta, deciditi, cosa vuoi?", ma mica glielo dico urlando o tremando o guardandola male.
Diciamo che mi sfogo così.
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Pandina
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Post by Pandina »

Silvi wrote:gwen, di nuovo, è umano perdere la pazienza ogni tanto. come è umano che i bambini (che sono sì da proteggere ma non sono di cristallo e hanno necessità di imparare tutta la gamma delle emozioni) vivano alcuni sbrocchi dei genitori e non succede niente. non è dannoso. non lo è punto. se invece la cosa è sistematica, allora è un altro discorso.
Ecco, hai spiegato benissimo quello che penso anche io.
I bambini hanno necessità di imparare tutta la gamma delle emozioni, bravissima Silvia, l'hai detto così bene!
È questo che intendevo riallacciandomi anche al discorso dei limiti che mi è partito pensando ad esempio ad un maestro che grida in classe.
I ragionamenti che stavo facendo vertevano proprio su questo discorso della comprensione delle varie sfaccettature delle emozioni.
Quando ragionavo sulle possibili implicazioni dell'avere una mamma sempre pacata, calma, controllata, .... pensavo appunto a questo!
Gwen

Post by Gwen »

Pandina wrote:Secondo me c'è rimasta così male perché non è abituata a sentirti alzare un po' la voce.
Può essere Pandì, ma cosa dovrei fare allora?Urlare più spesso?
cioè fare in modo che sia assuefatta?ma non mi piace proprio l'idea, anche mi venisse non mi piace..... :cry:
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