Perdere la pazienza

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Moderator: Paola

moon373

Post by moon373 »

Gwen wrote:Moon cara, ma infatti la mia frase è stata ambigua, lo ammetto, però poi ho spiegato e rispiegato, lo so che non hai letto tutto, però la spiegazione dovrebbe spazzare via l'antipatia di quella frase no?

Comunque nella situazione citata da te a me la faccia sorniona farebbe squagliare.
Capita che mia figlia si impunti nel fare ciò che non vuole, e se la distolgo punta i piedi e fa anche peggio, a me però non viene l'istinto rabbioso o incazzatorio, e ogni tanto mi piazza pure la faccia sorniona paracula e allora davvero mi sciolgo, dentro di me.
Poi certo che non le lascio passare tutto, se deve raccogliermi da terra il cibo che butta per stizza io sto lì con tono deciso ma calmo a dirle di raccoglierlo, anche 100 volte, ma non mi viene da perdere la pazienza e sbroccare, a maggior ragione per il suo sorriso da paracula, cioè proprio mi fa da calmante ulteriore.
La mia è testarda, ma alla fine fa quello che deve fare, anche se non ho sbroccato.
Ne riparliamo quando tua figlia avrà 10 anni.............allora credo che potrebbe essere un po' diverso! :bacio:
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Solange
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Post by Solange »

Pandina wrote:Concordo e mi pongo anche altre domande.

Per esempio il tono di una madre sempre pacata, sempre tranquilla... ecco, ma cosa trasmette?
Voglio dire, crescendo... non è che un bambino possa crescere pensando che comunque molte cose saranno lecite perché tanto la mamma non s'arrabbia? Non è che sarà portato a tentare più di altri di superare dei limiti perché non bene in chiaro su di essi? E poi come reagiranno quando un maestro griderà in classe?
Sono domande che mi faccio adesso eh, sia chiaro.
Leggo Gwen e Chloe così certe e sicure sul voler essere pacate sempre e comunque, sul non alzare la voce, sul non mostrarsi arrabbiate... così mi viene da pensare a come sarebbero le cose qui a casa nostra se io fossi sempre così pacata.
Ogni tanto ci ho anche provato, a costringermi a reprimere del nervosismo o delle irritazioni per dei comportamenti che non mi andavano. Mi sono sforzata di essere molto dolce, disponibile, tranquilla, pacatissima, sobrissima, pazientissima. Non che io sia una pazza isterica eh, sia ben chiaro, ma in genere sono molto "libro aperto" tutto qua, non reprimo, non mi sforzo di sembrare diversa da ciò che sono o da ciò che sento, né lo troverei giusto.
Beh, ho notato che le bambine erano molto pacatamente irrequiete ahaha. Tendevano ad una calma appartente (e bisogna avere occhio per accorgersene) in cui tutto sommato si notava dell'irrequietezza di fondo data dal non sapere bene dove fossero i loro tanto rassicuranti limiti. Di fatto poi hanno iniziato a punzecchiarsi di più fra di loro, fino al momento in cui, alzando la voce e non tono deciso ho rimesso i limiti al loro posto. Da lì ho visto che invece di spaventarsi o sentirsi costrette hanno ricominciato a sentirsi più sicure su ciò che stessero facendo. Ho percepito la tranquillità di chi sa che i limiti erano tornati al loro posto e sono diventate più sicure.

Questo per dire che a volte anche i "saliscendi" verbali sono delle sicurezze e delle barriere invisibili che i bambini tutto sommato apprezzano.

Poi, come diceva Paola, ci sono bambini e bambini.
Ma quella è questione di abitudine secondo me, non c'è bisogno di incazzarsi o urlare per porre dei limiti e non mi pare che una mamma che non urla non sgridi nemmeno, lo stesso "no" detto quando cercano di fare qualcosa che non devono, per la loro sicurezza, è una forma di sgridata e non ritengo che se detto in tono normale sia recepito meno.

Certo che a volte deve essere urlato per congelare lì le nostre figlie e darci il tempo di arrivare.

E a volte serve per sfogare la rabbia del momento (per chi la prova).
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[CENTER]www.mammedicorsa.blogspot.com
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[CENTER]Throw away your scale. Why should a number determine how you feel about yourself on any given day? And besides, scales are appropriate for fish, not women.
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Pandina
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Post by Pandina »

Gwen wrote:si tende a confondere il non perdere la pazienza con la non espressione dei sentimenti, con l'essere rigidi e freddi o comunque poco umani come un robot.
Mai detto questo.
Conosco benissimo la differenza e non sto confondendo le due cose. Ma sta di fatto che il perdere la pazienza e l'espressione dei propri sentimenti sono comunque due cose concatenate. Uno può innervosirsi e manifestarlo, mentre un altro decide di non darlo a vedere.

La pazienza è la qualità di chi sopporta senza arrabbiarsi, di chi sa aspettare con calma.
Perdere la pazienza significa quindi non sopportare senza arrabbiarsi. Sopportare significa che c'è qualcosa di negativo cui far fronte, ed è su queste sensazioni di base che possiamo instaurare un discorso sulla perdita o meno della pazienza. Il fatto che voi mi diciate che queste sensazioni non le provate nemmeno mi porta a riflettere.
L'excursus sul discorso dei limiti è una conseguenza di queste riflessioni. Non stavo affatto dicendo che due cose fossero sinonimi.
Ma se mi dite che non si può ampliare il discorso e discutere di argomenti a corredo va bene così.
Qui si parlava di rabbia e nervosismo, di un ambito irrazionale, di come non si riesca a volte a razionalizzare e ad incanalarlo senza "prendersela" con i bambini.
Non ho mica capito. Di quale ambito irrazionale parli?
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