Paola M. wrote:Dipende dai bambini, mio figlio il tono pacato e fermo, con sguardo truce (perché mica puoi sorridere) lo spaventa a morte perché pensa che io sia triste, cioè mi preferisce incazzosa che triste, poi, ripeto, a me basta dire: ok, non li facciamo se NON VUOI, che lui mi prega di farli.
Però quando non va così secondo me una sbroccatina che li "sconvolga", che faccia apparire la mamma DIVERSA dal solito, può servire a scardinare alcuni meccanismi, che non ho idea poi se sia educativo o meno, ma magari è funzionale al far fare i compiti (perché sulla scuola a casa mia si scherza poco per scelta).
Concordo e mi pongo anche altre domande.
Per esempio il tono di una madre sempre pacata, sempre tranquilla... ecco, ma cosa trasmette?
Voglio dire, crescendo... non è che un bambino possa crescere pensando che comunque molte cose saranno lecite perché tanto la mamma non s'arrabbia? Non è che sarà portato a tentare più di altri di superare dei limiti perché non bene in chiaro su di essi? E poi come reagiranno quando un maestro griderà in classe?
Sono domande che mi faccio adesso eh, sia chiaro.
Leggo Gwen e Chloe così certe e sicure sul voler essere pacate sempre e comunque, sul non alzare la voce, sul non mostrarsi arrabbiate... così mi viene da pensare a come sarebbero le cose qui a casa nostra se io fossi sempre così pacata.
Ogni tanto ci ho anche provato, a costringermi a reprimere del nervosismo o delle irritazioni per dei comportamenti che non mi andavano. Mi sono sforzata di essere molto dolce, disponibile, tranquilla, pacatissima, sobrissima, pazientissima. Non che io sia una pazza isterica eh, sia ben chiaro, ma in genere sono molto "libro aperto" tutto qua, non reprimo, non mi sforzo di sembrare diversa da ciò che sono o da ciò che sento, né lo troverei giusto.
Beh, ho notato che le bambine erano molto pacatamente irrequiete ahaha. Tendevano ad una calma appartente (e bisogna avere occhio per accorgersene) in cui tutto sommato si notava dell'irrequietezza di fondo data dal non sapere bene dove fossero i loro tanto rassicuranti limiti. Di fatto poi hanno iniziato a punzecchiarsi di più fra di loro, fino al momento in cui, alzando la voce e non tono deciso ho rimesso i limiti al loro posto. Da lì ho visto che invece di spaventarsi o sentirsi costrette hanno ricominciato a sentirsi più sicure su ciò che stessero facendo. Ho percepito la tranquillità di chi sa che i limiti erano tornati al loro posto e sono diventate più sicure.
Questo per dire che a volte anche i "saliscendi" verbali sono delle sicurezze e delle barriere invisibili che i bambini tutto sommato apprezzano.
Poi, come diceva Paola, ci sono bambini e bambini.