Perdere la pazienza

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Enza 52
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Post by Enza 52 »

Chloe83 wrote:No, non è così, non nego assolutamente niente, e non provo niente di assimilabile all'irritazione verso di lei, nè cosciamente nè incosciamente. Dovrei irritarmi perchè ha fame? Maddai! Adesso son diventata un mostro perchè mi sveglio di buon grado ad allattare mia figlia e non penso che sia una rompicoglioni se ha fame? Il tuo è un modo abbastanza infimo di voler avere ragione per forza a costo di inventarsela: se ti dico che non mi incazzo è perchè mi incazzo inconsapevolmente, o perchè mi incazzo ma non so che la mia è incazzatura. :lol: E via alle danze della pseudopsicanalisi... perchè ovviamente quello che provo io tu lo sai meglio di me. Per favore, via... non ha senso discutere senza rispetto, non ha senso fantasticare diagnosi inesistenti sul prossimo quando questi è in disaccordo con noi (che poi, nemmeno in disaccordo, semplicemente è diverso!)
Il motivo per cui sbrocco con mio marito è che l'attesa di quel latte mi è intollerabile perchè la avverto intollerabile per lei, che piange affamata, non perchè ho fretta che lei smetta o perchè mi dà fastidio che pianga. Mi fa stare male che pianga, perchè avverto il suo stare male, è profondamente diverso.
Ma davvero adesso devo giustificarmi perchè non provo sentimenti negativi verso mia figlia? :lol:
Ad ogni modo queste discussioni finiscono sempre allo stesso modo: si parte dichiarandosi rammaricate di un dato comportamento, per poi comunque invariabilmente sentenziare che chiunque non lo adotti fa anche peggio. Allora il rammarico di partenza non è poi così autentico, si vuol solo sentirsi "spalleggiati" in quella reazione che ci viene spontaneo avere, e si vuole che intervenga solo chi trova spontaneo averla. Che è umano, eh, tutti abbiamo bisogno di trovare conferme e giustificazioni. Capisco meno perchè doverle ad ogni costo trovare a spese di qualcuno, si potrebbe rispettare la diversità senza volerla demolire/etichettare/demonizzare/pseudopsicanalizzare ad ogni costo.
Si potrebbe dedurne semplicemente che c'è chi sbrocca e chi no, che se dispiace sbroccare ci si può interrogare insieme su come non farlo (io ad esempio potrei -vorrei!- vedere mio marito come alleato, in certi frangenti, come compagno di "sventura" -certo anche lui sta male sentendo la nani sgolarsi per la fame- e diluire la tensione che avverto riconoscendo che lui è presente per noi e sta facendo qualcosa per superare il momento critico), che se non dispiace o se lo i ritiene inevitabile giusto e sano si può continuare a sbroccare senza grandi danni (parlo di sbrocchi come qui descritti ovviamente), e restare tutte tranquille.
perdonami clhoe, non voglio fare dell'analisi spicciola, ma dirti una mia sensazione.

il fatto è che c'è una certa discrepanza tra la tua modalità di scrittura, tutt'altro che priva di emotività, e quello che dici.

forse è questa la ragione per cui alla fine queste discussioni terminano tutte allo stesso modo, ed è un vero peccato, perché forse chi ha messo il post, pensava di ricevere comprensione e solidarietà, che comunque spero abbia percepito nonostante tutto, perché alla fine credo che queste sottili richieste di sostegno, meritano attenzione e qualche parola d'incoraggiamento.
Aforismi da "Criminal Minds"

A differenza del gioco degli scacchi, nella vita il gioco continua, dopo lo scacco matto.

ISAAC ASIMOV
Chloe83

Post by Chloe83 »

viola 52 wrote:perdonami clhoe, non voglio fare dell'analisi spicciola, ma dirti una mia sensazione.

il fatto è che c'è una certa discrepanza tra la tua modalità di scrittura, tutt'altro che priva di emotività, e quello che dici.

forse è questa la ragione per cui alla fine queste discussioni terminano tutte allo stesso modo, ed è un vero peccato, perché forse chi ha messo il post, pensava di ricevere comprensione e solidarietà, che comunque spero abbia percepito nonostante tutto, perché alla fine credo che queste sottili richieste di sostegno, meritano attenzione e qualche parola d'incoraggiamento.
Beh però voi non siete mie figlie, no? Verso di voi mi succede eccome di provare sentimenti negativi o di perdere la pazienza! :cisssss:
Non ti posso certo convincere di come sono con mia figlia, di essere davvero come dico. Lo so io, lo sa lei, tanto basta.
E comunque, il punto è: che io non sbrocchi con mia figlia non è in alcun modo un giudizio su chi perde la pazienza. E' un semplice confrontarsi essendo diverse. C'è chi sbotta coi figli, chi col marito, chi sul lavoro, chi mai. Dire "io di fronte a tal cosa reagisco diversamente" non significa non solidarizzare o dire "tu reagisci male", ma quando mai? Ho pur detto che non mi piacciono certe mie reazioni, non son certo intervenuta sentendomi "brava".
Sono d'accordo con te che sia un peccato che certe discussioni finiscano sempre nello stesso modo, onestamente, trovo sia un peccato anche per me (il che importa solo a me, lo so, è naturale). Per cui penso sia meglio non farle nemmeno iniziare, non intervenire per non rischiare che inizino (perchè appunto, il mio intento iniziale era di portare un'esperienza di perdita di pazienza diversa, ma ha evidentemente sortito effetti imprevisti e indesiderati).
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Paola
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Post by Paola »

Io sono convinta che il punto sia sempre lo stesso, si deve tendere a:
1) avere rispetto dei propri figli a trattarli esattamente con la stessa dignità che riserviamo agli altri componenti della nostra famiglia
2) Cercare di essere se stesse, anche nelle fragilità, tenendo però conto che in bambino assorbe e impara anche dai nostri comportamenti nei confronti della rabbia.

Se qualcuno ha la fortuna di essere un soggetto tendenzialmente molto razionale di fronte alla stanchezza, alla paura, a quegli eventi che scatenano reazioni avverse dentro di noi, perché a maggior ragione non dovrebbe esserlo con i figli avendo quell'occhio di riguardo verso il fatto che "sono solo bambini?".

Io sono una persona tendenzialmente tranquilla e con un alto tasso di "pazienza" e di sopportazione alla stanchezza fisica, poco nervosa insomma, salvo quando ho paura o mi sento presa in giro, in tal caso divento irrazionale e non ho il controllo delle mie azioni e sbrocco e non c'entrano molto le colpe degli altri (se mia figlia mi molla la mano e attraversa la strada a due anni, è chiaro che non ha la colpa di averlo fatto, casomai è mia la colpa di non essere stata in grado di tenerla saldamente, ciò non toglie che urlerò con lei perché in quel momento la mia reazione alla paura è quella) c'entra il fatto che vedo nero.

I piccoli sbroccheggi quotidiani invece, quelli che non lasciano il segno per cui manco mi pento manco li conto, io ho la voce alta e dopo tre volte che ripeto la stessa litania: amore allontanati dalla televisione, gioia tirati indietro, tesoro vai sul divano che ti fanno male gli occhietti ... scatta l'urlo pacificatore: jacopoooooooooooo spengo?????

E siamo tutti più felice e a distanza regolare dallo schermo TV.
Oui, Je suis Zizzià.
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