Perdere la pazienza

Il luogo del pensiero, dell'approfondimento, della discussione; società, politica, religione e tanto altro su cui riflettere, un occhio critico sul mondo che ci circonda.

Moderator: Paola

Silvia

Post by Silvia »

Chloe83 wrote:Si chiama ironia quando è benevola, quando è denigratoria o malignetta io la chiamo in un altro modo.




Mah, non credo si aver bisogno di "curarmi", penso di essere una persona equilibrata (come lo è, nei termini qui descritti, chi sbrocca con i figli). Certamente mi farebbe piacere non risentirmi con me stessa esattamente come mi viene spontaneo non risentirmi con lei (e l'ho detto dall'inizio, figurati se ho spacciato la mia reazione come panacea!), non attribuire "torti" a nessuno quando non ce ne sono.


scusa mi dici dove ho scritto che hai spacciato la tua reazione come panacea? mi sembra un tantinello autoreferenziale pensare che tutto ciò che viene scritto sia riferito a se stessi
User avatar
Solange
Ambasciatore
Ambasciatore
Posts: 9213
Joined: Tue Nov 06, 2007 3:18 pm
Contact:

Post by Solange »

Chloe83 wrote:(perchè per me ad esempio arrabbiarmi con me stessa non è un piffero piacevole, se mi insegnassero come evitarlo senza prendermela con qualcun altro lo farei ben volentieri!)?

il problema è: perchè te la prendi con te stessa? Io questo in questi giorni l'ho letto parecchio in giro, la tua frustrazione nel non essere riuscita a capire tua figlia in alcuni frangenti.

I casi sono due, o accetti come normale il fatto che non sia sempre possibile capirli o non lo accetti però a quel punto tenderai sempre alla frustrazione perchè le tue aspettative su te stessa come madre verranno necessariamente deluse.

Il tuo problema SECONDO ME è che tu non vuoi accettarlo, tu pretendi di sapere perchè tua figlia frigna o è scontenta altrimenti non sei una madre abbastanza brava.

Solo che trovo oltremodo faticoso trascorrere intere giornate a scervellarsi su come badare ad una bambina frustrata e poi usare le poche energie rimaste per autoflagellarsi e farsi dilaniare dai sensi di colpa.

E' chiaro che non è colpa tua e siccome non sanno parlare l'unica cosa che possiamo fare è stare loro vicine, coccolarle, essere presenti e a volte anche lasciarle sfogare perchè la mia impressione è che talvolta se noi diamo troppa importanza ad un loro pianto, loro la vivano come la conferma del fatto che c'è qualcosa che non va.

Per dire, Sveva casca spesso e batte parecchie capocciate. Solitamente accorro, la prendo in braccio, la consolo. E lei piange in modo disperato.

Ma se sto facendo altro e non posso accorrere immediatamente (che vuol dire che magari anzichè 2 secondi ne passano 10) e mi limito a consolarla dicendole: su su, non è successo niente, stai tranquilla, spesso lei smette di piangere prima ancora che io la prenda in braccio o la tocchi.

Quindi ho imparato ad accorrere soltanto se la capocciata è tosta e lì ha sicuramente più bisogno di essere coccolata, ma per la testata contro la sedia mentre gattona o comunque botte più "delicate" so che se la prendo su peggioro la cosa, come se le comunicassi che quel che è successo è più grave di quel che è, mentre parlandole tranquillamente e distraendola con qualche versetto tra quelli che lei ama imitare, per esempio, ottengo invece che si metta a ridere e passi in fretta.

Lo stesso vale per quando non si sa che cos'hanno e pare che ogni scusa sia buona per piangere. A volte invece di sentirsi frustrate e sull'orlo delle lacrime, invece di domandarsi "perchè fa così?" o se per caso sia colpa nostra, trovo più efficace agire, mettere una canzone che so che le piace, fare un balletto, qualunque cosa che la distragga abbastanza da dimenticare perchè stava piangendo.

Non è in nostro potere la comprensione assoluta dei nostri figli, non potremo MAI sapere quel che passa loro per la testa in ogni momento, nemmeno quando parleranno perchè a volte non sapranno o non vorranno dircelo.

Ma possiamo tendere loro la mano e aiutarli a superare le frustrazioni. Senza sensi di colpa perchè colpe non ce ne sono.
[CENTER]Image
[/CENTER]

[CENTER]www.mammedicorsa.blogspot.com
[/CENTER]

[CENTER]Throw away your scale. Why should a number determine how you feel about yourself on any given day? And besides, scales are appropriate for fish, not women.
[/CENTER]
Luvetta

Post by Luvetta »

Chloe83 wrote:Alla fine cosa si chiede quando si apre questi 3d: sentirsi dire all'unanimità che succede a tutti? E perchè, se succede a tutti una cosa che si reputa sbagliata quella diventa giusta?

Probabilmente si chiede di sentirsi dire (non all'unanimità) che sono cose che possono capitare. Non dovrebbero capitare, ma possono capitare.
Magari per perdonarsi, e ripartire senza il fardello del senso di colpa, ad appensantire uno stato emotivo già fragile.
Magari per ottenere spunti e soluzioni pratiche su come poter reagire diversamente, la prossima volta, spezzare un loop conosciuto con un diversivo, che sia prendere a pugni un cuscino, mettersi un paio di cuffie, uscire trenta secondi dalla stanza dopo aver lasciato il bimbo in posizione sicura, oppure (giuro fatto e a volte funziona) recitare rapiti l'incipit della divina commedia.

Oppure, semplicemente per starsene qualche minuto sul forum, avere una conversazione adulta, rilassata, stimolante, divertente, (ironica o sarcastica, non sono brava a distinguere), e trovare quei due minuti di stacco per ricaricare, un post auto risolutivo insomma.

Son tutte cose che servono, magari ora esagero lo so ma se non erro si chiama iperbole, a non far dire ai vicini "non me lo sarei mai aspettato".
Fuorchè ai miei di vicini, che verosimilmente direbbero "era l'ora, è tornato il silenzio nel quartiere!"

Più probabilmente però chi apre questi thread non "si chiede": offre uno spunto, e gli tocca prendersi quel che arriva.
Locked