Ahaha Cos, sei gordoniana inside allora! Perchè secondo lui appunto la lode "innocua" è quella espressa in prima persona, come stai dicendo tu.Cos73 wrote:Ad esempio mia mamma spesso dice a Irene "come sei lunga, come sei alta"
e, siccome Irene difficilmente diventerà una stangona, io la cazzio, perché crescere con sto liet motif di quanto sia bello essere alti, e poi non esserlo, mi pare deleterio!
inoltre possono avere la sensazione di ottenere buoni risultati senza sforzo, ma poi accorgersi che non è così, ad esempio io ho smesso di farlo coi disegni perché lei si innervosiva dicendo "non è vero, non mi è venuto bene!" e ci si arrabbiava proprio.
Adesso le dico solo "A ME piace molto questo disegno" "secondo me è molto bello", "mi piace come hai usato i colori" ecc, cose più dettagliate insomma, motivate e in prima persona, non universali.
lodare i bambini
Moderator: Paola
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Chloe83
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Chloe83
No, beh, la lode aprioristica o infondata no, sono d'accordo.losbanos wrote:per me è quello che fa mia mamma con i ragazzi, da piccoli avrebbero potuto disegnare una cacca secca e per lei era un disegno favoloso, avrebbero potuto tagliarsi i capelli da soli ed avrebbero avuto una bellissima coiffure ecc
Anche ora che sono grandi, poi non li ascolta quando parlano e non fa che lodarli e imbrodarli, una volta mia figlia le ha detto di essere incinta, per metterla alla prova, e lei manco se n'è accorta :occhiodibue:
Ma vedere qualcosa di buono anche nel disegno della cacca secca o nel taglio sghembo fai da te, e dirlo, si può? Perchè a me l'immagine di una nani che ha il coraggio di tagliarsi da sè i capelli, vengano come vengano, riempirebbe di orgoglio... certo che se ha fatto un casino non è il caso di dirle che pare uscita alla parrucchiera, ma dirle "come sei stata coraggiosa a tagliarteli da sola" sarebbe anche quello sbagliato?
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losbanos
in fondo in fondo, qualcosa di buono si può trovare in quasi tutto, ma secondo me poi la lode perde valore.Chloe83 wrote:No, beh, la lode aprioristica o infondata no, sono d'accordo.
Poi penso sia differente parlare di bambini e di ragazzi, perché crescendo loro stessi si rendono conto di quello che sanno fare e di come lo fanno