viola 52 wrote:mi sono fermata alla pag 8, quando sono uscita, ma confesso che ho continuato a pensare a questo 3d, perché da madre di figli adulti, il discorso mi interessa.
ho anche capito una cosa, forse non ci siamo espressi bene, nel senso che tu sei partita con una parola grossa "EGOISTI" e noi ci siamo fermati a quella, almeno io.
riflettendoci, ho forse capito (perché continuava a tornarmi in mente la parola principio) come tu hai visto il non aiuto o offerta di aiuto da parte dei tuoi, mi pare tu l'abbia interpretato come una mancanza in senso affettivo.
non so la posizione economica dei tuoi, non conosco la tua e non credo di poter dire qualcosa in tal senso, ma ho cercato di rapportarla alla mia posizione ed a quello che potrei offrire ai miei ragazzi, però mi sono, come dire, irrigidita, difronte ad una eventuale pretesa di obbligo, pena, l'essere accusata di egoismo. credo che l'essere genitori, il fare famiglia, crei dei doveri reciproci di mutuo soccorso, ma nel caso questa necessità non si presenti (e chiaramente deve presentarsi nella mia ottica di madre) non è che ad ogni boccone mi chiedo se lo sto togliendo a mio figlio, sopratutto se penso che mio figlio in quel momento, sta mangiando abbondantemente, altrimenti essere genitori è paragonabile ad un continuo combattere col senso di colpa che si sviluppa con il teorema che se non ti annulli in tuo figlio, vieni meno al tuo ruolo.
forse in circostanze in cui mi venisse chiesto prenderei la decisione che mi porterebbero a dare la camicia pur di vedere mia figlia con la pelliccia, ma non è attualmente, nella mia politica, agire in quel senso.
Viola, sì, la mancanza del gesto io la ho vista come un menefreghismo in senso affettivo. Nessuno qui sta parlando di spennare i propri genitori a livello terra terra perchè DEVONO.
E nemmeno di discorsi di doversi sentire in colpa per ogni boccone, o mettersi sempre in secondo piano perchè si è genitori, mi chiedo perchè all'improvviso invece abbiano iniziato a mettersi SEMPRE in primo piano.
E qui non si tratta di pelliccia (o di comprare ai figli la terza casa per la villeggiatura) si parlava di caso particolare relativo alla prima casa di un figlio.