No io l'ho letta diversamente.Cos73 wrote:non è questione di obblighi Lelia ma di sentimenti percepiti.
Di percepire che i miei genitori non pensano più a me, come esistessero solo loro, come se compiuto il loro dovere fosse finito il pensiero quotidiano per il figlio... beh io ci resterei male credo.
I figli non smettono mai di essere figli, per come la vedo io.
E trovo squallido il concetto per cui una volta che ti fai una famiglia, si è famiglie separate che non hanno nulla a che spartire se non il dovere del figlio di occuparsi di te in cambio del fatto che prima l'hai fatto tu.
Poi capisco che possa dar fastidio sentire qualcuno che comunque ha avuto tanto, e non ha problemi particolari, che sembra lamentarsi, ma non credo che Gwen parli di cose materiali, o almeno io le ho lette come esempio per spiegare un atteggiamento percepito da parte loro verso di lei.
Il rammarico per il gesto mancato, ma guarda caso si parla di un gesto materiale, ovvero genitori che dopo averti aiutato a comprare casa e averti dato un lavoro (mi pare che Gwen lavori nell'azienda di famiglia) non ti aiutano ancora. Non si sa se nel caso dei genitori di Gwen è venuto a mancare il pensiero quotidiano, magari si sentono al telefono tutti i giorni e i suoi hanno tanti pensieri carini per lei, ma non mettono mano al portafoglio.
Naturalmente se le cose stanno come ipotizzi tu, ovvero genitori che una volta che i figli sono adulti smettono di essere genitori, allora la situazione è ben diversa e sono d'accordo con te.
Ma ripeto, siccome non si sa di cosa si parla, ogni lettura del fatto resta lecita.
Riquoto Stefyna sul discorso che sono cose personalissime, io non sono mai andata a fare la spesa con mia madre da quando vivo per conto mio (e sono 7 anni e mezzo) e se capitasse non mi sognerei di accettare che pagasse lei. Abitudini, appunto.
