allattamento: riflessione natura/cultura

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ginger
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Post by ginger »

donnamara wrote:l'unica cosa sinceramente però, dopo aver avuto la bimba ed averla attaccata appena nata, se non avessi potuto allattarla, non avrei potuto vederla attaccata ad un'altra tetta, possesso? bhò, sicuramente avrei trovato il modo di darglielo nel bibe, sempre della mia amica, ma nel bibe sincera sincera eh!
Condivido con te, credo che quasi nessuna in mancanza di latte accetterebbe di attaccare il proprio figlio ad un'altra mamma. E questo perchè sappiamo che oltre al nutrimento quel gesto implica tanto altro. C'è un passaggio di cibo, ma anche di amore.
Non potendo dare il nostro latte siamo disposte a dare quello altrui perchè alimento migliore (ma non credo che questo sia comunque un pensiero così diffuso), però non siamo disposte a cedere quanto di intimo c'è nel gesto e quindi sì al latte di un'altra mamma, quindi lo daremmo con il biberon.

Eppure molte persone rinunciano a tale intimità col proprio figlio. Penso agli esempi di Sheireh delle donne che rinunciano ad allattare per non rovinarsi il seno.
Ricordo una cena in cui una mamma che raccontava di aver smesso di allattare perchè non sopportava il sentirsi una "latteria". Quindi per lei c'era solo passaggio di cibo, l'amore sarebbe potuto passare tranquillamente anche attraverso altro. Ma avrebbe fatto allattare suo figlio a un'altra?

Mi sfugge il nesso, c'è troppa contraddittorietà in tali atteggiamenti ed è questo che mi dà tanto da pensare.
[CENTER]Dicono che c'è un tempo per seminare
e uno più lungo per aspettare
io dico che c'era un tempo sognato
che bisognava sognare.

Ivano Fossati[/CENTER]
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ginger
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Post by ginger »

Sheireh wrote:Credo che, oltre alla ignoranza delle persone a cui spesso ci si rivolge per un consiglio, ci sia un gran condizionamento culturale, senza considerare la praticamente nulla esperienza visiva (ben poche di noi avranno visto allattare altre donne prima del proprio figlio).
ecco, questo lo avevo dimenticato. Siamo tutti educati al biberon: le bambole (e infatti da qualche parti si parlava della bambola da allattare), i film...

Spesso di dà la colpa all'aumento spropositato dell'uso del LA alle multinazionali del latte in polvere. Ma quelle secondo me fanno più danno nei paesi del terzo mondo che qui.
Qui si devono spartire l'interesse con le aziende che producono biberon, sterilizzatori, tisane per neonati.
L'allattamento non genera profitto e pertanto non vi è un interesse a promuoverlo. Pertanto diventa eroico l'atteggiamento di chi lo fa in quanto non può trarne profitto.

Quello che mi chiedo è però se questo immenso condizionamento culturale che ci porta a pensare che il latte materno non sia nutriente, sia annacquato, sia veleno (!) e chi più ne ha più ne metta... ma un simile lavaggio del cervello ci è stato fatto negli ultimi 60 anni? perchè la spregiudicatezza economica che tutto sottomette al profitto è cosa tutto sommato recente.

Il mio dubbio è che il terreno fosse già fertile al riguardo e che tanto spinte diverse si siano sommate per convergere in un'unica direzione.
[CENTER]Dicono che c'è un tempo per seminare
e uno più lungo per aspettare
io dico che c'era un tempo sognato
che bisognava sognare.

Ivano Fossati[/CENTER]
rita2

Post by rita2 »

E' una discussione bellissima, non credo di poter aggiungere qualcosa di valido, ma sono consapevole che la nostra cultura è contro l'allattamento al seno, lo affermo con convinzione e senza mezzi termini per esperienza personale. Nei paesi del nordeuropa ci sono congedi di maternità reytributita molto più lunghi per favorire l'allattamento. L'Italia con la sua struttura sociale è colonia delle case produttrici di cibi e latte per la prima infanzia. Ho toccato con mano la differenza, come già ho detto in un altro post, andando più volte in svizzera, anche con la bambina. Non ci sono duemila marche di LA, IL LIQUIDO NON ESISTE IN COMMERCIO, E LA FAMIGERATA hUMANA E Nestlè creano prodotti appositamente per il mercato italiano, che all'estero non vengono commercializzati. Donne rendiamoci conto che su questo fronte in Italia (in Sicilia poi è anche peggio) siamo indietro rispetto agli altri paesi Europei, e che secondo me questa mentalità ne rispecchia una più ampia, di carenza di servizi sanitari, sociali, culturali e di aiuto alle famiglie e all'infanzia. Negli ultimi anni comunque le cose stanno cambiando, per fortuna sono sempre di più le donne consapevoli del sistema in cui sono inserite e capaci di riappropriarsi di un aspetto della femminilità, come l'allattamento, per molto tempo messo a tacere.
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