Teresa wrote:sorrido
ecco io PER CERTO glielo darei se fossi convinta che sia la cosa giusta.
E' questo il punto.
Se cresco MIO nipote, essendo il figlio di MIO figlio, non posso sentirmi come la babysitter di turno ( a dire il vero anche la babysitter sarebbe meglio sentisse il bambino anche come "suo").
insomma ma qual'e' il limite? E' davvero molto motlo sottile.
Capisco che l'ideale e' la via di mezzo, ma di certo questa via non e' quella che passa per chiedere l'autorizzazione a tutto.
Se ne discute, chiaro, per il bene del bambino, ma l'idea che la mamma debba essere la sola a poter decidere tutto mentre altri, con amore, si prendono cura del bambino, mi sembra una pretesa assurda.
certo, perlomeno parlarne sarebbe carino no?
Il giorno prima zitta zitta, mentre tu ne parli, e il giorno dopo te la ritrovi che gli ha già dato il panino... a me sembra assurdo questo invece.
Qui non è che decide tutto la mamma, semmai il contrario.
Che poi io capisco anche il discorso delle diverse convinzioni, del non sapere tante cose, del fare come si faceva una volta, però rimane un però: sai che la madre di tuo nipote (o tua figlia, o tuo figlio, o tuo genero) la pensa diversamente su alcune cose.
Fare di testa tua e per giunta di nascosto io non lo trovo un bell'atteggiamento, e mi pare il minimo che poi uno si innervosisca.
Non è l'atto in sé, insomma, POI è LAPALISSIANO CHE SE UNA NONNA SI PRENDE CURA DEL nIPOTE OGNI GIORNO NON PUò AGIRE (scusate il maiusc) come semplice esecutore materiale degli ordini e ci metterà anche de suo
e se questo non ci va bene bisogna solo evitare, oppure rassegnarsi.