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Gwen wrote:No io trovo umiliante il confronto di per sè, in qualunque modo venga fatto (poi certo che ci sono modi che peggiorano ulteriormente la cosa), anche perchè trovo che per insegnare ci siano altri metodi, il confronto non è essenziale, quindi si evita che è meglio.
Lo sai che si rischia di far passare il messaggio che non lo confronti perche' lo consideri un perdente, vero?
Non e' meglio insegnare (alla giusta eta' ovvio) che i confronti nel mondo esistono e bisogna saperli gestire o vivere con lo spirito giusto? Lo sport non e' confronto?
Le gare non sono confronti continui? Che fai, non fai mai far gare a tuo figlio perche' non vuoi che si confronti? Chiedo eh?
Disapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo.
Tra l'altro consideriamo che a una certa età, e non so se è prerogativa specifica dei maschi, vivono continuamente in competizione e anche nei giochi accettano di malgrado perdere.
Sicuramente imparare a gestire la frustrazione di "perdere" è un passo avanti nella crescita.
Insomma lo so che sto allargando il discorso ( :cisssss: ) ma sto giungendo alla conclusione che non e' il confronto che non va, e' che confrontare cio' che SI FA e' una cosa, confrontare cio' che SI E' e' un'altra ed e' quest'ultimo che va evitato.
Disapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo.