Io non ho letto il libro di cui parli, penso però alle trasmissioni di sos tata che ogni tanto guardo e nelle quali trovo sia cose condivisibili che cose che non mi piacciono proprio. Mi piace l'insistenza delle tate per il tempo condiviso per l'attenzione all'ascolto e ai bisogni dei figli, non mi piacciono le rigidità su nanna, modo di stare a tavola ecccc... quello che non condivido è la "regolamentazione della vita e della routine" l'eliminazione della spontaneità. Ma almeno le regole per l'incolumità fisica propria e degli altri ci vogliono, o no?lenina wrote:è un riferimento al libro dove fra i no che aiutano a crescere c'è il dire no al cibo a un neonato che lo richiede per insegnargli ad aspettare? :cisssss:
Sinceramente non la capisco questa affermazione.
I no aiutano a crescere...e i sì (che vengono comunque detti più raramente dei no se ci pensi)
Sapere che con la propria volontà è possibile variare il corso delle cose non aiuta a crescere quanto sapere che non è sempre possibile?
A un bambino secondo me fa bene sia averla ogni tanto vinta sia non averla vinta se non è possibile.
in una parola vivere.
pinocchio II divieti e gestione della frustrazione
Moderator: Paola
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solesol
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Secondo me sei stata bravissima.solesol wrote:voglioo darvi un esempio giusto per chiarire un po' come la penso
ieri sera luca voleva giocare con l'acqua, stiamo finendo il gas e in casa abbiamo tenuto i terostati a 18 gradi... prima l'ho lasciato fare n po' poi ha iniziato ad allagare cucina e se stesso, gli ho detto, no basta, si è messo a urlare, l'ho tirato via dal lavandino, gli ho detto con calma, lo so che ti piace giocare con l'acqua anche a me piace ma fa freddo, puoi ammalarti, quando farà più caldo ti prometto che ci giochiamo insieme, adesso cerchiamo qualcos'altro di divrtente da fare e gli ho chiesto di giocare a nascondino...
Gli ho detto no, l'ho limitato, gli ho detto che capivo come si sentiva e gli ho offerto una alternativa comunque soddisfacente... a me sembra di aver fatto bene....credo
Devo ammettere però che uno dei miei figli è troppo testardo e non riesco a giocarmela così
Le alternative divertenti ad Alex piacciono, a Fede NO, o è quello o è niente, e parte l'urlo animalesco anche per mezz'ora.
Io temo proprio di imporre più regole di così.Gwen wrote:Guarda la mia è ancora piccola, ma le uniche regole che intendo darle sono quelle legate al rispetto, di se stessa, delle persone e delle cose.
E poi le regole per la sicurezza.
E senz'altro ci sono le punizioni.
Ma c'è una cosa che nell'impostazione tipo "i no che aiutano a crescere", in ogni caso, pur da genitore mediamente severo, non mi torna: questa mistica del limite.
Per me il limite è soltanto quella scocciatura che bisogna prendersi la briga di insegnare per rendere possibile la civile convivenza, a dispetto dell'egoismo e dell'assenza di comprensione di certe situazioni tipici del bambino.
La loro personalità è altra, è già lì, va giusto un po' civilizzata ahaha, ma di certo non è il limite che la fonda, e l'amore che dà il genitore vale molto più delle regole nel dare sicurezza. Anzi, personalmente tiro il fiato quando i miei figli hanno imparato a seguire le regole, così posso pensare a lati meno conflittuali del nostro rapporto.
"Ci sono persone rotonde, mia cara signora, ci sono bambini a forma, diciamo, di triangolo, perché no, e ci sono... Ci sono bambini a zigzag"
(David Grossman)
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solesol
capisco, la mistica del limite, tipo quella della psicologo di mia sorella che citava il limite come sistema per imparare a gestire la frustrazione... invece tu lo poni, diciamo, come una scocciatura a volte necessaria....Rie wrote:
Ma c'è una cosa che nell'impostazione tipo "i no che aiutano a crescere", in ogni caso, pur da genitore mediamente severo, non mi torna: questa mistica del limite.
Le punizioni però mi lasciano preplessa... l'ho fatto anch'io, poche volte a dire il vero, ma più per insicurezza mia (forse sbaglio a non punirlo) che non perchè ci credessi davvero