Allora capisco perché sia importante aggiornarsi, devi affilare le armi :ehehe:Chloe83 wrote:Non lo so, lui è destrorso, io sinistrissima, infatti i dibattiti che si rifiuta di lasciarmi accantonare sono piuttosto prossimi allaccoltellamento verbale... lui si diverte così...
Per me diventare mamma è stata una metaforica botta in testa che mi ha sconvolta.
Prima ero del genere nevrotico-tormentato-intellettuale-depresso.
Con la nascita di alex ho avuto un baby jazz che mai nella vita avrei immaginato; una serenità che ha cancellato il nevrotico-tormentato, e quasi eliminato il depresso (torna solo a tratti).
Quanto all'intellettuale... mi spiace ma ritengo, nonostante li adori, che i figli mi abbiano vampirizzata, rubandomi le ore, monopolizzandomi i pensieri.
Il mio spirito si è spento.
Per accendersi altrove, forse, su sentimenti più intensi e viscerali.
Ma non ho più né l'eterea capacità di pensiero di prima, né, soprattutto, il TEMPO PER ME STESSA.
Un pochino, specie quando esco dalla simbiosi del primo anno di vita dei pargoli, riesco a recuperarlo.
Mai abbastanza, però. E' un tempo divorato dalla stanchezza, asfittico tra un impegno di cura e l'altro.
Un anno fa la pietra tombale: per me stessa ho sempre scritto, con gioia pura, sentendomi viva, anche se erano romanzi nel cassetto. Ora ho smesso.
Mi sento morta nella mente...
... ma il cuore in fondo è rimasto, e anche la mente è andata a far concime per altri fiori, altre riflessioni, vah!
Il percorso, s'intende, non è obbligato!
Anche nel mondo della cultura ci sono grandi pensatrici/artiste E madri.
A me è andata diversamente. Pazienza!
