anche secondo me il sceglierlo a tempo pieno è questione di INDOLE (tant'è che io non ce l'ho 'sta indole), ma credo che per il bambino lo stare con la madre o col padre (soprattutto nei primi tre anni di vita) non sia una questione di INDOLE ma sarebbe auspicabile che ci stesse soprattutto la madre.Chloe83 wrote: non credo che tutte le madri dovrebbero scegliere la maternità a tempo pieno come me in quanto madri, ne faccio di nuovo un discorso di indole personale.
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Faccio un altro esempio che forse è più esplicativo sul fatto che questo "distacco" culturale fra madre e figlio ha causato danni e parlo dell'allattamento.
Ora, sti sta ritornando un po' alla cultura del rooming-in, dagli anni '70 agli anni '90 abbiamo abbondantemente sfruttato i nidi degli ospedali, facendo dei danni enormi all'avvio di milioni di allattamenti perchè la ghiandola dell'ipofisi si attiva (per strani processi chimico-psicologici) se avverte il pianto del bambino, se c'è una vicinanza FISICA con la madre.
Non parliamo dell'immediato post partum, con questa cultura del papà protagonista, mentre la mamma viene amorevolmente cucita il papà lava il bambino, lo veste e lo mette in culla termica, sfido qualsiasi documentario di quark a mostrarmi quale mammifero compie questi gesti dopo il parto.
Ecco, sin dall'inizio della vita quest'evoluzione di pensiero ci ha "convinto" che sia giusto che ANCHE il padre partecipi attivamente (che a livello filosofico non fa una piega), usurpando quello che sarebbe stato l'istinto (io di mio col cazzo che mi sarei liberata di quell'esserino urlante per darlo a suo padre), non parliamo poi del fatto che anche il padre lo possa nutrire (quando adesso c'è tutta una scuola di pensiero che invita le mamme col latte artificiale ad occuparsi loro di dare il biberon ai figli - non voglio entrare nel merito di queste teorie - che magari sono una gran cazzata, ma varrebbe la pena rifletterci sul: perché NO?), io sono convinta che invece dovremmo rifarci un po' di più ALMENO alle scimmie se non alle balene.
