No, io non sono sottomessa e subalterna prima di tutto perchè ho entrate mie anche non lavorando, se avessi dovuto dipendere economicamente da mio marito non so se sarei riuscita a non lavorare, forse mi sarei sentita a disagio (io personalmente, non dico che debba essere così in generale), non mi sono più di tanto posta il problema perchè queste entrate preesistono "a noi", mi ci mantenevo agli studi prima, mi/ci mantengo adesso, e perchè con le sole sue entrate il mio lavoro sarebbe stato una scelta obbligata. Io non sarei andata a lavorare al posto suo per scelta ma credo che nel caso avremmo trovato, se fossi andata un equilibrio diverso, ma comunque un equilibrio. Peggiore secondo me per noi perchè a me PIACE come stanno le cose adesso, le ho scelte così e per fortuna lui concordava, ma, stabilito un minimo imprescindibile di presenza che per me è doverosa (per cui dicevo che il genitore cronicamente e volutamente assente per me è cattivo genitore) non credo che tutte le madri dovrebbero scegliere la maternità a tempo pieno come me in quanto madri, ne faccio di nuovo un discorso di indole personale.Paola M. wrote:Irene, perdonami, ma tu che sei a casa sei allora sottomessa e subalterna? Potendo, avresti lasciato tua figlia dal primo mese a casa con tuo marito e saresti andata tu al lavoro al posto suo? Credi che sarebbe stato COMUNQUE lo stesso equilibrio?
No, infatti noi il problema, tra noi, non ce lo poniamo, per noi così funziona bene. Si è posto QUI il problema perchè per qualcuno certe cose rientrano nel ruolo materno e non è giusto che il padre le "usurpi".Mirko e i furetti wrote:se vuole lui che problema c'è?
il problema c'è quando le aspettative e i desideri dei due partner non combaciano con la disponibilità.
saluti problematici
Mirko


