com'è bravo il papà

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Chloe83

Post by Chloe83 »

Lella wrote: se è così nella maggioranza dei casi un motivo "di funzionamento" ci sarà.
Non è detto che sia un BUON motivo.
Per me ad esempio il motivo è che delegando in toto alla donna il menage domestico e genitoriale la si è mantenuta per secoli sottomessa e subalterna (e non dico che la donna per affrancarsi debba negare la maternità, eh, ma dev'essere una scelta e non un'imposizione sociale).
E non è detto nemmeno che se si fa così nella maggioranza dei casi sia sempre proficuo. L'assenteismo paterno, quello duro e puro "pre-sessantottino" non ha mica tirato su individui eccezionalmente equilibrati... tant'è che gli uomini stessi (pungolati anche dalla spinta emancipativa femminile, ma non soltanto) si sono scelti, da un certo punto in poi, anche altri modi di essere padri rispetto a quello dei propri padri.
Chloe83

Post by Chloe83 »

Paola M. wrote:No, non ha connotati universali, tant'è che sono favorevole alle coppie gay (per i motivi espressi da cosetta) e ho detto sin dall'inizio che il tutto è MEDIATO dalla propria indole, dal prprio vissuto ecc ecc ecc...

L'universalità io la intravedo SOLO a livello biologico che si ripercuote PER FORZA sull'essere genitore, perché l'essere maschio e femmina, oltre che un processo di crescita è anche un insieme di ORMONI, ad esempio, che REGOLANO il nostro modo di agire e reagire DIVERSAMENTE di fronte al medesimo episodio.

Mirko ha citato il testosterone, ad esempio, e non è cosa da poco, il testosterone è l'ormone che regola il desiderio, la sessualità, la violenza fisica, la voglia di vivere e di fare ecc...e l'uomo ne ha 10 volte la donna, e le donne mascoline ne hanno un aumento considerevole. Sullo stesso piano potremmo parlare degli estrogeni o del progesterone femminili che regolano il buonumore, la predisposizione alla tristezza al pianto, l'ansia, la calma ecc... e gli uomini ne hanno inq uantità nettamente inferiori.

Questa diversa BIOLOGIA per forza incide sull'essere PADRE o ESSERE MADRE, che poi esista un PIANO RAZIONALE, CULTURALE e SOCIALE che ci accomuna negli atteggiamenti, nei valori condivisi, nella quotidianità, ci mancherebbe altro, ma questo non vuol dire che siamo surrogabili l'un l'altro in nome della parità.

siamo BIOLOGICAMENTE diversi e queste diversità ce le portiamo appresso anche nei nostri ruoli di ogni giorno (l'essere figli, l'essere madri, l'essere lavoratori), possaimo sforzarci ad essere MIGLIORI ma trovo altamente pericoloso non sottolineare le differenze.

ps. chi mi trova in rete uno studio che ha osservato cme i padri tengono in braccio i figli rispetto alle madri e s'è visto che NON sanno (in genere, salvo eccezioni che sennò mi linciate) sorreggerli come le donne? è per fausto che dice che non è vero nemmeno dopo la foto con viola!
Allora ho capito (forse): io e te diamo un peso diverso alle differenze biologiche e a quelle culturali-sociali-caratteriali. Per me è possibile (e giusto, anche) che medino più che per te.
Vero?
Dimmi che è veroooo dimmi che noi non siamo state mai lontaneeee :cisssss:
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Lella
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Post by Lella »

Chloe83 wrote:Non è detto che sia un BUON motivo.
Per me ad esempio il motivo è che delegando in toto alla donna il menage domestico e genitoriale la si è mantenuta per secoli sottomessa e subalterna (e non dico che la donna per affrancarsi debba negare la maternità, eh, ma dev'essere una scelta e non un'imposizione sociale).
E non è detto nemmeno che se si fa così nella maggioranza dei casi sia sempre proficuo. L'assenteismo paterno, quello duro e puro "pre-sessantottino" non ha mica tirato su individui eccezionalmente equilibrati... tant'è che gli uomini stessi (pungolati anche dalla spinta emancipativa femminile, ma non soltanto) si sono scelti, da un certo punto in poi, anche altri modi di essere padri rispetto a quello dei propri padri.
si ma non parliamo del passato, parliamo di oggi e non parliamo ancora di una mera divisione di compiti e faccende domestiche/pratiche.
Io mi riferisco alle peculiarità femminili della madre nell'educazione e negli approcci e a quelle maschili dei padri.
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