com'è bravo il papà

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Moderator: Paola

Gwen

Post by Gwen »

Paola M. wrote:Sì sbagli, perché io non lo giustifico, io cerco di fotografare quello che vedo intorno, che NON vuol dire che non sia felice che IL MASCHIO abbia abbandonato parte delle sue caratteristiche NEGATIVE per avvicinarsi a quelle femminili, ma che credo sia assolutamente ERRATO che l'uomo SCIPPI alla donna il ruolo materno.

Faccio un ultimo esempio perché davvero parlare a mE di giustificazione che sono una veterofemminista è fuori luogo.

Io sono fra coloro che sostiene che NULLA è meglio della propria mamma nei primi tre anni di vita e che sono CONSAPEVOLE che non possa esistere un surrogato (nonna, zia, papà, nido ecc.. in grado di ricoprire TOUCOUR il suo ruolo), poi la vita, la società, le necessità economiche o la nostra indole (come nel mio caso) ci portano altrove.

IO non credo OPPORTUNO e giusto che una madre vada al lavoro tutto il giorno lasciando il figlio AL PADRE potendo FARE IL CONTRARIO (certo è che se NON si può si fa di necessità VIRTU') ma credo che la maternità sia anche questo rapporto ancestrale che lega madre e figlio DOPO la nascita.

Poi, nel caso mi si criticasse che predico bene e razzolo male, dico che è asssolutamente VERO nel mio caso, ma che NON credo sia una conquista ma un ripiego.
Paola ma io ti chiedo chiarimenti proprio perchè non ho capito bene cosa volevi dire, e spiegata così non può che trovarmi d'accordo la cosa, l'unica faccenda è che allora tu non GIUSTIFICHI ma SPIEGHI certe tendenze maschili a livello biologico e non culturale/caratteriale, ora ho capito?
Perchè sarebbe questo il punto di disaccordo.
Se non ho capito manco stavolta mi ritiro :cisssss:
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Lella
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Post by Lella »

allora ammettiamo che in un coppia di genitori ci sia uno "scambio" di "approcci" (non chiamiamoli ruoli) prettamente maschili con quelli femminili(Nel senso comune prevalente).
Non escludo che si possa lo stesso creare un buon equlibrio nella crescita dei figli purchè ci sia una parità nello scambio di queste peculiarità, cioè dove papà è più "femminile" la mamma dovrebbe essere "più maschile".
E come Alemia mi torna in mente il discorso della coppia gay, tant'è che Cosetta conferma che secondo alcuni studi si creano due ruoli (inteso sempre come emotivi ed educativi) diversi, praticamente uno fà la mamma e l'altro il papà.
A me personalmente questo tentativo di asessuare i ruoli non piace e ovviamente ognuno ragiona in base all'equilibrio ricevuto da figlia e ora da madre/padre, che se è così nella maggioranza dei casi un motivo "di funzionamento" ci sarà.
CARPE DIEM
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Paola
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Post by Paola »

Chloe83 wrote: Quello su cui invece non ci incontriamo mi pare essere la definizione di "ruolo", mi sembra che per te abbia connotati universali, e invece per me no.
No, non ha connotati universali, tant'è che sono favorevole alle coppie gay (per i motivi espressi da cosetta) e ho detto sin dall'inizio che il tutto è MEDIATO dalla propria indole, dal prprio vissuto ecc ecc ecc...

L'universalità io la intravedo SOLO a livello biologico che si ripercuote PER FORZA sull'essere genitore, perché l'essere maschio e femmina, oltre che un processo di crescita è anche un insieme di ORMONI, ad esempio, che REGOLANO il nostro modo di agire e reagire DIVERSAMENTE di fronte al medesimo episodio.

Mirko ha citato il testosterone, ad esempio, e non è cosa da poco, il testosterone è l'ormone che regola il desiderio, la sessualità, la violenza fisica, la voglia di vivere e di fare ecc...e l'uomo ne ha 10 volte la donna, e le donne mascoline ne hanno un aumento considerevole. Sullo stesso piano potremmo parlare degli estrogeni o del progesterone femminili che regolano il buonumore, la predisposizione alla tristezza al pianto, l'ansia, la calma ecc... e gli uomini ne hanno inq uantità nettamente inferiori.

Questa diversa BIOLOGIA per forza incide sull'essere PADRE o ESSERE MADRE, che poi esista un PIANO RAZIONALE, CULTURALE e SOCIALE che ci accomuna negli atteggiamenti, nei valori condivisi, nella quotidianità, ci mancherebbe altro, ma questo non vuol dire che siamo surrogabili l'un l'altro in nome della parità.

siamo BIOLOGICAMENTE diversi e queste diversità ce le portiamo appresso anche nei nostri ruoli di ogni giorno (l'essere figli, l'essere madri, l'essere lavoratori), possaimo sforzarci ad essere MIGLIORI ma trovo altamente pericoloso non sottolineare le differenze.

ps. chi mi trova in rete uno studio che ha osservato cme i padri tengono in braccio i figli rispetto alle madri e s'è visto che NON sanno (in genere, salvo eccezioni che sennò mi linciate) sorreggerli come le donne? è per fausto che dice che non è vero nemmeno dopo la foto con viola!
Oui, Je suis Zizzià.
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