ho letto un po' di questa bella discussione e credo solo che sia tutta una questione di equilibrio tra le persone. Non credo che sia giusto pensare a ruoli predeterminati solo perché l'uomo è uomo e la donna è donna, perché i ruoli si sono formati dai primordi della storia dell'uomo in cui i condizionamenti ambientali e sociali erano diversi rispetto ad oggi.
Voglio dire: l'uomo primitivo aveva la forza fisica che alla donna mancava e quindi il ruolo di ciascuno era obbligato.
Con l'evoluzione, le differenze di genere si sono assottigliate anche grazie all'istruzione e alla conquista della pari dignità sociale (si, lo so che a volte è solo scritta sulla carta ma guai se non stesse scritta nemmeno lì). Permangono solo perché la cultura si è fossilizzata in questo, permangono perché per molte donne è difficile anche sono chiedere a se stesse cosa vogliono, come vorrebbero vivere.
Però queste domande sono oggi sempre più frequenti e le risposte sempre più sincere: ci sono donne che amano occuparsi della loro famiglia sotto ogni punto di vista e donne che non riescono a sentirsi totalmente appagate in questo.
POi ovviamente molto dipende anche dal compagno che hanno e lì si crea o meglio si dovrebbe creare l'equilibrio, con comunanza di intenti o quanto meno di vedute e sostanzialmente con l'accettazione dell'altro per come è ,senza imposizioni, senza convenzioni, senza dover essere.
La cura dei figli non è appannaggio della donna a meno che non sia lei desiderosa di volersene fare carico completamente e sempre che il padre accetti di venirne escluso. Se si trova questo equilibrio, ben venga. Così come ben vengano gli altri equilibri, quelli che prevedono una madre in carriera e un papà casaligno, purché vada bene ad entrambi.
E ultimo, ma non ultimo, purché il bambino possa godere di entrambi, non importa in che ruoli e per quali mansioni. Nessun genitore dovrebbe mai essere "assente" nel senso di percepito come eccessivamente distante perché questa distanza nuoce al bambino.
Poi ognuno si scontra con la propria quotidianità, con i problemi concreti che richiedono continui aggiustamenti anche degli equilibri familiari.
Ma questo è un altro discorso...
com'è bravo il papÃ
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- kia
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Ho un cervello, so sillabare. Aderisco alla campagna per eliminare il linguaggio da sms dal Forum
Un solo raggio di sole può rischiarare centinaia di ombre
Dammi il coraggio per cambiare le cose che posso cambiare; la forza per accettare le cose che non posso cambiare; la saggezza per capire quali sono le une e quali le altre
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Chloe83
No, te l'ho già detto. Riconosco l'esistenza dell'amore materno, non universalmente esisente e non universalmente uguale ma anzi diverso per ogni mamma, perchè ogni mamma è diversa e ama quindi diversamente secondo la persona che è. Le cattive madri sono quelle che non provano amore di nessun tipo, quelle assenti, quelle anaffettive, o quelle volutamente distruttive. Ma ho già detto come la penso nel thread apposito e non mi pare che c'entri niente con questa discussione.Nat wrote:allora riconosci l'esistenza di doti materne (chiamiamole doti)
o cmq le cattive madri sono quelle che NON le hanno o non le trovano?
- caterina
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