io e mio marito ci dividiamo tutto in modo naturale. fin dal primo giorno con Irene senza di lui sarei stata persa. è stato il primo a cambiare Irene, io ho fatto il cesareo e non potevo alzarmi. la vicina di letto gli diceva cosa fare e lui faceva. alla fine era completamente sudato ma assolutamente contento.
ed è così sempre.
a volte mi sento in colpa perchè quando torna a casa verso le 19,30 dal mattino alle 8, gli chiedo di aiutarmi. in realtà lui lo fa senza problemi, e con Irene fa tutto, posso tranquillamente lasciarli soli.
l'unica cosa che non fa è cucinare, ma se prima di Irene mi capitava di tardare si aggiustava anche con quello. lui è figlio unico di madre vedova che gli faceva tutto, colazione pronta appena sveglio, i vestiti li tirava fuori lei e via così. ora lui si alza per primo e prepara la colazione anche per me e io so appena dove tiene le calze perchè la sua roba la mette in ordine lui.
non sono, ma non siamo, pistini con le pulizie anzi, quando le facciamo le facciamo insieme. ma tutto è molto naturale. senza discussioni.
io porto Irene all'asilo e poi vado in ufficio, al max per le 16 devo essere fuori per andare a riprendere Irene (e questa cosa comunque crea ansia, se bucassi o rimanessi bloccata che faccio?). e poi sto con lei, o andiamo a fare un po' di spesa, o andiamo da mia mamma o mia sorella o ce ne stiamo a casa a giocare e preparare la pappa fino a quando arriva il papà. e poi cerco di farla stare con lui (ma è molto facile farlo) perchè non si vedono tutto il giorno, le prepare il latte, le lava i denti, la cambia, la mette a letto. spesso lui, un po' meno io.
e che problema c'è?
questo è vivere insieme e collaborare. niente di più.
com'è bravo il papÃ
Moderator: Paola
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Eve
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:marika: :nani: :bacio:GaniXedda wrote:ho letto tutto e ho tentato di scrivere più volte...voglio essere circoncisa e buttiamola sul ridere vah! mio marito è assente in tutto, sopratutto come padre, da la colpa sempre al suo lavoro che lo porta lontano da casa 4 giorni su 7, ma è soltanto una scusa, quando è in casa, si chiude nello studio e la vita mia e di mia figlia continua con il solito tram tram di quando non è in casa, esce dalla stanza, solo per pranzare e cenare....quando la bambina fa qualche cosa che non deve, vengo sgridata io! sono io che non ho saputo educare e lo fa davanti alla bambina...si è mostrato assente sin dalla mia gravidanza, la sua vita di padre è iniziata con lui che faceva le parole crociate in sala d'attesa, mentre io partorivo nostra figlia....i primi mesi di vita della bambina, è andato a casa della madre, perchè stressato, lasciandomi a badare alla piccola, sola e lontana dai parenti...la cosa che mi intristisce di più è che cambia quando non è presente la bambina, ritorna ad essere l'uomo di sempre, che era quando non era papà, sembra che gli pesi fare il padre, e che non l'abbia mai accettato, la cosa ancora più triste è che la bambina crescendo sta prendendo coscienza di questo, da sola e ho paura....va boh! basta....sto male adesso! scriverei un poema...e non sono forte abbastanza per potervi scrivere altro....
- Rie
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Noi abbiamo un assetto familiare del tutto tradizionale, sbilanciato più verso il lavoro fuori casa lui (libero professionista, molto impegnato) in casa io (lavoro solo part time e adoro occuparmi dei bambini).
Anzi... siccome lui è della scuola anni '50 che gli uomini non si interessano ai figli in maniera forte prima dei tre anni, paradossalmente ci sono più casini adesso che non ho la delega totale per l'educazione dei medesimi, e devo anche considerare lui, d'impostazione molto rigida. Ahaha!
Per la cura della casa, siamo felicissimi, in perfetto accordo: lui fa ZERO, io faccio zero + 1, non di più.
Adoro le mie mezze giornate con i bimbi, seppur faticose.
Lui nonostante l'assenza c'è: è proprio lui a consentirmele, a offrirmi risorse per lavorare meno fuori casa e per avere un aiuto domestico che mi sollevi dalla noia delle faccende, a darmi fiducia come mamma (ok, anche quando ci becchiamo perché lui è troppo severo con i cuccioli... alla fine vinco io lo stesso
).
Si è perso molto della gestione quotidiana dei bimbi.
Ma so con certezza che non ne è estasiato, mentre per me è una cosa bellissima.
Per fargli tenere i pargoli devo delegare, da buon generale in carica. Non gli viene in mente da solo. E quando mia suocera lo loda per come in tal senso mi aiuti, più che adirarmi sghignazzo.
Perché la verità è che siamo entrambi contenti, nel profondo, della nostra scelta, dei nostri ruoli "vecchio stile", io della tana, lui del proteggere la tana.
I figli si fanno in due.
Ma non è detto che sia un rigoroso 50%.
In altre, più sproporzionate geometrie, purché liberamente accolte e non imposte dalla società, c'è spazio per il benessere di tutta la famiglia.
Anzi... siccome lui è della scuola anni '50 che gli uomini non si interessano ai figli in maniera forte prima dei tre anni, paradossalmente ci sono più casini adesso che non ho la delega totale per l'educazione dei medesimi, e devo anche considerare lui, d'impostazione molto rigida. Ahaha!
Per la cura della casa, siamo felicissimi, in perfetto accordo: lui fa ZERO, io faccio zero + 1, non di più.
Adoro le mie mezze giornate con i bimbi, seppur faticose.
Lui nonostante l'assenza c'è: è proprio lui a consentirmele, a offrirmi risorse per lavorare meno fuori casa e per avere un aiuto domestico che mi sollevi dalla noia delle faccende, a darmi fiducia come mamma (ok, anche quando ci becchiamo perché lui è troppo severo con i cuccioli... alla fine vinco io lo stesso
Si è perso molto della gestione quotidiana dei bimbi.
Ma so con certezza che non ne è estasiato, mentre per me è una cosa bellissima.
Per fargli tenere i pargoli devo delegare, da buon generale in carica. Non gli viene in mente da solo. E quando mia suocera lo loda per come in tal senso mi aiuti, più che adirarmi sghignazzo.
Perché la verità è che siamo entrambi contenti, nel profondo, della nostra scelta, dei nostri ruoli "vecchio stile", io della tana, lui del proteggere la tana.
I figli si fanno in due.
Ma non è detto che sia un rigoroso 50%.
In altre, più sproporzionate geometrie, purché liberamente accolte e non imposte dalla società, c'è spazio per il benessere di tutta la famiglia.
"Ci sono persone rotonde, mia cara signora, ci sono bambini a forma, diciamo, di triangolo, perché no, e ci sono... Ci sono bambini a zigzag"
(David Grossman)
(David Grossman)