Il luogo del pensiero, dell'approfondimento, della discussione; società, politica, religione e tanto altro su cui riflettere, un occhio critico sul mondo che ci circonda.
Gwen wrote:Però come vedi anche tu ti sei in qualche modo limitata (parlo della frase che ti ho quotato).
Non si tratta di fare la madre perfetta, credo che sia non buono in linea generale non regolarsi su nulla in nome della spontaneità, del "sono come sono".
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Ma certo che mi sono limitata ma mi chiedo sulle EMOZIONi quanto ci si debba limitare.
Chloe83 wrote:Come Gwen. Davanti a lei si discute solo pacificamente, se si sa di non riuscire la questione viene rimandata a quando dorme. Sono una a cui la parolaccia scappa e ci sto molto attenta. Sono una a cui non è difficile che venga l'ansia ma cerco di dissiparla sul nascere o di accantonarla, quando non mi riuscirà e lei potrà capire mi propongo di dirle onestamente "mamma oggi è seria perchè è preoccupata per tal cosa". Trovo importante esternare anche le emozioni negative ma in modo il più possibile costruttivo. Senza sentirmi nè automa nè perfetta.
non è questione di essere perfetti, è che tra qualche anno la bimba magari non sarà più una ma 2, non andrà a letto alle 20, se io rimandassi la discussione a quando tutti dormono e siano state preparate le merende per la scuola, la colazione del giorno dopo, stesa l'ultima lavatrice e fatta la cucina dovrei litigare alle 23.30 a letto e allora i miei cavoli li saprebbero i vicini che hanno la camera appiccicata alla mia :cisssss:
E non ho remore ad esprimere i miei sentimenti negativi, né verso i bambini (se mai cerco di dosare la manifestazione dei medesimi) né estranei a loro (più di una volta mi hanno vista piangere per personale tristezza).
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Ecco, era a questo che pensavo, a come "dosare" le manifestazioni.
Ad esempio mi è capitato di piangere per commozione davanti ad alcune scene (tipo l'altra sera con le immagini sulla shoah) e ho visto Jacopo seriamente preoccupato, però non avevo nemmeno voglia di rimanere impassibile.