Guarda, allora così è inutile parlare. Se su ogni cosa dev'essere "poi vedrai quando ci passi" "dipende dal figlio che avrai" "vediamo in pratica" "tanto poi farai come noi" "ascolta Caia che ha 7 figli", allora basta, ditelo che evito proprio.Paola M. wrote:Sapete che problema c'è Gwen e Chloé, che voi apparite "madri immaginarie" nel senso che siete piene di buoni propositi, ottime aspettative, tanta buona volontà e sicurezza che non guasta, però siete "fragili" come il bambino immaginario, perché dovreste fare i conti con una bambina, come mia figlia che sale perennemente sul tavolo e se non urlo: maddalena scendi, nemmeno alla ventesima volta che la allontano si decide a non salire.
Io devo farle PAURA. So che in quel momento la sua paura NON è quella di cadere (lo sapete vero che i bambini fino ai 5/6 anni NON hanno proprio le sinapsi che collegano alcuni neuroni che comandano il concetto: causa/effetto? e che quindi finché NON cadono quello che voi dite: scendi dal tavolo perché cadi per loro è ARABO?) ma è PAURA della mia reazione, ma è solo per salvarle la pelle perché ha due anni e l'ha già rischiata diverse volte.
Con Jacopo, primogenito era diverso, nemmeno lui avrà avuto le sinapsi a due anni, ma lui era un pauroso a prescindere, già la vertigine del salire sul tavolo era ed è un'emozione troppo forte che ancora adesso non vuole vivere. Quindi era facile allontanarlo dal pericolo.
Io mi auguro che voi abbiate vita facile come l'ho avuta io, quel che adesso perplime è questa vostra tendenza alla perfezione (che è una bella cosa) ammesso e non concesso che poi sappiate scontrarvi con la vostra "umanità", col fatto che i vostri figli potranno non recepire se non con un urlo il fatto di scendere dal tavolo e voi sappiate accettare di aver in qualche maniera fallito nell'intento di non farlo.
Mia figlia è piccola, piccolissima. Vedo mamme che si incazzano anche con figli piccoli come la mia, comunque, e non mi sembra troppo presto per decidere che tipo di madre voglio essere.
Nella situazione che descrivi avrei deciso che si gioca da un'altra parte, o che te lo dico allo sfinimento, o che ci monti con me incollata alle chiappe, o alle brutte si toglieva il tavolo e via, si mangia tutti sul tavolinetto basso e il tappetone finchè "non ti maturano le sinapsi"... ma non avrei urlato, perchè io non voglio fare della mia vita uno strillo continuo, non mi voglio rovinare il tempo con mia figlia passandolo a fare la mamma strillona che non sento di essere.
E non c'entra nulla la perfezione, santiddio, ma ora davvero chi non urla è perfetto, basta così poco? Stà a vedere che ho un marito perfetto, una madre perfetta, che se resisto sono pure io in odor di santità.
